Sabato scorso nella chiesa di Sant’Antonino a Faenza, abbiamo ricevuto la visita di due volontarie da Parigi, Johanna e Marjorie, che nel contesto della preghiera ecumenica nello stile di Taizè ci hanno portato l’invito all’incontro europeo dei giovani, pellegrinaggio di fiducia sulla terra, che ogni capodanno viene preparato in una città europea con il coinvolgimento diverse chiese cristiane, tante famiglie e parrocchie che si aprono all’ospitalità, occasioni di incontro, fraternità, preghiera, festa e condivisione. Al termine della preghiera abbiamo pensato di raccogliere l’invito per condividerlo anche a tutti quelli che non sono riusciti ad essere presenti. Riusciremo a fare un gruppo anche da Faenza?
La pedalata del dialogo: si parte alla chiesa di San Francesco per arrivare al centro islamico

Domenica 26 ottobre siamo invitati a vivere un pomeriggio di incontro delle comunità religiose faentine che aprono le porte e accolgono tutti coloro che vorranno mettersi in dialogo, mettendosi a pedalare per incontrarsi e conoscere i luoghi di culto, le persone e le tradizioni degli altri credenti della città. Questa iniziativa nasce nel solco del primo incontro delle religioni per la pace ad Assisi del 27 ottobre 1987 ed è per noi arrivato alla 34^ giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico e alla 15^vgiornata del dialogo interreligioso.
La pedalata avrà inizio alle 15.30 alla chiesa di San Francesco di Faenza dove si potrà visitare la mostra dedicata al Dialogo interreligioso. Si farà poi tappa alla pietra d’inciampo per Amalia Fleischer e alle 16.15 alla chiesa ortodossa rumena di piazza San Rocco. Alle 17 si arriverà alla Chiesa evangelica (via Piero della Francesca 49). La pedalata terminerà al Centro di cultura islamica in via Galvani.
“Il Dio in cui crediamo è Dio di pace”
Il tema quest’anno è In dialogo per ritrovare l’umanità. Ne riporto qui i passaggi centrali. «Noi credenti nel Dio Clemente e Misericordioso (Corano, Sura Al-Fâtiha) e nel Dio Amore (1 Lettera di Giovanni 4,7) non possiamo arrenderci di fronte alla deriva attuale dell’umanità. Il mondo sta perdendo l’umanità; insieme vogliamo cercare di recuperarla. Agendo non solo per la cessazione delle guerre ma anche perché tutte e tutti abbiano cibo a sufficienza, un lavoro, una casa. Questa ricerca può accomunarci a tutte le persone di buona volontà che praticano la giustizia e l’amore. Il digiuno, che è un valore delle nostre tradizioni, ci richiama alla sobrietà, alla condivisione, a un uso intelligente delle risorse, a vedere la persona nella sua totalità di corpo e spirito. Il Dio in cui crediamo è il Dio della Pace: siamo tutti e tutte figli e figlie di Abramo, nostro padre nella fede. Il dolore che proviamo per ciò che subiscono la popolazione di Gaza e le altre popolazioni devastate dalle guerre deve spingerci sempre più a ripudiare la guerra, a liberare le nostre religioni, e tutte le culture autenticamente umane, dalla connivenza coi sistemi di dominio basati sulla forza delle armi, a liberare il nome di Dio da ogni compromissione con la violenza.
In particolare, dobbiamo avere il coraggio di continuare a camminare sulla via della “fraternità” e della “sorellanza” tra credenti (cfr. Documento sulla fratellanza umana, per la pace mondiale e la convivenza comune), ma anche con tutte le persone che sognano un’unica famiglia umana in un arcobaleno di culture, nel rispetto e nella ricchezza delle differenze. Vogliamo continuare a credere possibile la pace nella giustizia, a partire dal superamento del conflitto israelo-palestinese. Adoperiamoci per porre fine alla spirale di violenza che si ritorce su sé stessa e per accogliere i semi di riconciliazione presenti tra palestinesi e israeliani, come l’esperienza di vita di Neve Shalom Wahat Al-Salam e l’impegno delle associazioni Parent Circle – Families Forum e Combatants for Peace. Il Dio della Pace guidi i nostri passi perché possiamo contribuire alla costruzione di una società nella quale sia bandita ogni forma di violenza e di odio mettendo al centro la dignità di ogni essere vivente e la salvaguardia del creato».
La giornata dei poveri il 9 novembre a Pieve Tho

Nel prossimo mese avremo modo di prepararci anche alla giornata mondiale dei poveri in modo ecumenico, sarà infatti con noi il pastore della chiesa valdese di Rimini, Alessandro Esposito per condividere come accogliamo il Vangelo insieme ai poveri. Sarà interessante ascoltare la sua esperienza di pastore che ha vissuto la missione in America Latina e vive la diaconia della carità nelle chiese del nostro continente. Abbiamo già avuto modo di incontrarci con lui a San Francesco, presso le sorelle clarisse di Montepaolo e il 9 novembre saremo a Pieve Thò, dove da diversi anni, in vista della Giornata mondiale dei poveri, chiediamo a un testimone di attingere insieme alla sorgente del Vangelo quella vita piena promessa da Gesù, che si fece povero per arricchirci con la sua povertà.
don Mirko Santandrea














