La Biblioteca Classense accoglie un nuovo appuntamento di rilievo culturale e spirituale dedicato a uno dei luoghi più significativi del monachesimo italiano: l’eremo e il monastero di Camaldoli, raccontati in un volume che intreccia arte, fede e storia.
La presentazione del volume nella Sala Dantesca
La Biblioteca Classense di Ravenna, che dal XVI secolo ai primi anni del XIX fu un importante monastero camaldolese, invita la cittadinanza alla presentazione del libro Camaldoli. Il Sacro Eremo e il Monastero, edito da Mandragora di Firenze. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Comunità Monastica di Camaldoli, l’Associazione Romagna-Camaldoli, l’Associazione Amici della Biblioteca Classense e Trail Romagna, si terrà a Ravenna venerdì 10 ottobre alle 17 nella Sala Dantesca della Biblioteca, in via Baccarini 3.
Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione dell’architetto Giorgio Gualdrini, interverranno la curatrice del volume Liletta Fornasari, storica dell’arte e direttrice del Centro Studi Storici Artistici di Arezzo, e i coautori.

L’eredità spirituale e culturale di Camaldoli
L’eremo e il monastero di Camaldoli, immersi nella Foresta Casentinese, costituiscono un centro di spiritualità con una storia millenaria. Il primo insediamento, sorto tra il 1023 e il 1025 su iniziativa di Romualdo, monaco originario di Ravenna, era formato da una piccola chiesa e da cinque celle per altrettanti eremiti, dediti alla solitudine e alla preghiera.
Celebre è rimasto l’incipit della Piccola regola dettata da Romualdo a Giovanni, uno dei fratelli poi martirizzati in Polonia: «Siedi nella tua cella come nel Paradiso, scordati del mondo e gettalo dietro le spalle».
A soli tre chilometri più a valle, in località Fonte Buona, lo stesso Romualdo fece erigere un ospizio per i pellegrini presso il quale stabilì la residenza di tre conversi. L’oratorio annesso venne consacrato nel 1027 da Teodaldo di Canossa, vescovo di Arezzo: fu il primo nucleo del monastero, destinato a ricoprire un ruolo di rilievo nella vita religiosa e civile italiana.

Una storia tra arte, fede e rinnovamento
Il volume ripercorre le vicende dei due luoghi monastici che esprimono l’originale connessione tra vita eremitica e vita cenobitica — simbolicamente rappresentata nello stemma camaldolese da due colombe che si abbeverano allo stesso calice.
L’opera restituisce una storia viva, segnata da tensioni, assedi, incendi e successive ricostruzioni che hanno arricchito il complesso con pregevoli rinnovamenti artistici.
Dalle pagine emergono figure di monaci camaldolesi carismatici come Ambrogio Traversari (1386-1489), grande umanista formatosi nel complesso fiorentino di Santa Maria degli Angeli, e Pietro Dolfin (1444-1525), artefice della ricostruzione della chiesa di Camaldoli dopo l’assedio del 1498 condotto da Guidobaldo da Montefeltro.
Tra gli artisti che hanno lasciato traccia a Camaldoli figurano Filippo Lippi, Andrea della Robbia, Annibale Carracci e Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Su tutti emerge la figura di Giorgio Vasari (1511-1574), che nel monastero trovò rifugio e ispirazione dopo l’assassinio del duca Alessandro de’ Medici, suo protettore.
Un libro ricco di contributi e immagini
Il volume, curato da Liletta Fornasari, raccoglie testi di Ivo Biagianti, Massimo Boschi, Silvia Ciappi, Lucilla Conigliello, Claudio Ubaldo Cortoni, Ugo Facchini, Elisabetta Nardinocchi, Francesca Petrucci e Anna Pincelli, con una campagna fotografica di Antonio Quattrone.
Tra i contributi più significativi spicca quello dello studioso faentino don Ugo Facchini, che arricchisce l’opera con una lettura spirituale e culturale del monachesimo camaldolese.














