Quasi 100 millimetri d’acqua. E’ la quantità che si è riversata in città a Ravenna nella giornata di ieri in seguito alla forte e abbondante precipitazione, durata molte ore ed esauritasi nel cuore della notte. Diverse strade si sono allagate.
Ma anche nel forese non è andata meglio.

Pierluigi Randi, presidente di Ampro, sul suo profilo Facebook, aggiorna gli utenti rilevando che nel comprensorio settentrionale del comune di Ravenna “si sono superati i 70 mm a Sant’Alberto, San Romualdo ha toccato gli 80 mm. I valori medi climatologici mensili del mese di luglio sono, per questa area, tra i 44 e i 48 mm, quindi in 20 ore circa abbiamo superato questa soglia”.

Allargando lo sguardo alla provincia, Randi punta il dato di Alfonsine, dove quella di ieri, con 64,3 mm costituisce “la massima precipitazione giornaliera per la terza decade di luglio, superando i 47.0 mm rilevati il 23 luglio 1961″.

“Molto più scarse le piogge sui rilievi, e questa è sempre una buona notizia, anche questo aspetto correttamente previsto”. Nessun problema per quanto riguarda i fiumi visto che le precipitazioni si stanno concentrando sulle pianure. Nessun corso d’acqua ha superato le soglie di attenzione.

Emilia-Romagna Meteo, nell’aggiornamento di questa mattina, segnala che “il fronte perturbato si allontana gradualmente dalla nostra regione. Le ultime piogge hanno abbandonato il riminese intorno alle 5 del mattino, alle 7.45 nuvolosità residua sui settori orientali ma nessuna precipitazione degna di nota, solo qualche goccia sul Delta del Po”.

L’Emilia-Romagna dichiara lo stato di crisi regionale dopo i violenti fenomeni meteo del 16 e 17 giugno, che hanno colpito le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena

Allagamenti, interruzioni stradali, danni a edifici pubblici e privati, frane: la Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale per i territori colpiti dall’ondata di maltempo del 16 e del 17 giugno 2025, che ha interessato in particolare le aree collinari e pedecollinari delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena.

Il decreto, firmato oggi dal presidente Michele de Pascale, ha validità di 180 giorni a partire dal 16 giugno scorso.

Con la dichiarazione dello stato di crisi, la Regione potrà intervenire con urgenza per rispondere all’emergenza: dai fondi straordinari per il ripristino delle infrastrutture e per la messa in sicurezza del territorio, alla possibilità di attivare rapidamente interventi anche in deroga alle procedure ordinarie.

Rontini: “Da subito al lavoro con Comuni e Protezione civile per gli interventi urgenti e la messa in sicurezza del territorio”

“Lo stato di crisi regionale– sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini– ci consente di attivare risorse e procedure straordinarie per affrontare con efficacia le conseguenze del maltempo e sostenere i territori colpiti. È uno strumento concreto che ci permette di intervenire rapidamente a fianco dei Comuni e delle comunità, per avviare i cantieri necessari, ripristinare infrastrutture danneggiate e garantire assistenza alla popolazione.

In queste settimane i nostri tecnici, insieme alla Protezione civile e alle amministrazioni locali, hanno lavorato per garantire gli interventi urgenti, ma adesso è necessario accelerare: messa in sicurezza, stima dei danni, prime opere di ripristino. Servono risposte rapide e coordinate”.

“E poi dobbiamo guardare avanti- prosegue Rontini- perché fenomeni di questo tipo non sono più eccezionali e di fronte a eventi meteo sempre più estremi è nostro dovere rispondere con prontezza, ma anche con visione.

Il nostro impegno non si ferma alla gestione dell’emergenza: vogliamo rafforzare la prevenzione, investire nella manutenzione del territorio e nelle opere strutturali. Perché ciò che un tempo era fuori dall’ordinario, oggi sta diventando la norma. L’Emilia-Romagna deve essere sempre più preparata e la Regione farà la sua parte, come ha sempre fatto”.

I Comuni interessati dall’ultima ondata di maltempo

Sono 28 i Comuni interessati dall’ondata di maltempo del 16 e del 17 giugno. Si tratta dei Comuni di Calestano, Neviano negli Arduini, Fornovo di Taro, Traversetolo e Tizzano Val Parma nel parmense; Casalgrande, Scandiano e Castellarano nel reggiano; Castelfranco Emilia, Fiorano Modenese, Formigine, Maranello, Marano sul Panaro, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Soliera e Vignola in provincia di Modena. Poi Sasso Marconi, Molinella, Valsamoggia e San Giovanni in Persiceto nel bolognese; Cesena, Sarsina, Mercato Saraceno, Civitella di Romagna, Galeata, Montiano e Roncofreddo nel forlivese.