È stato presentato questa mattina, nella sala consiliare della Provincia di Ravenna, il Protocollo d’intesa, sottoscritto da tutti i 18 sindaci del territorio, per il completamento dei rilievi e la modellazione digitale dei sistemi fognari di drenaggio urbano dei comuni della provincia.

Un territorio vulnerabile da conoscere meglio e mettere in sicurezza

“Abbiamo bisogno di lavorare a una modellazione delle nostre reti di scolo urbane per adeguarci ad eventi meteorologici estremi ormai sempre più ripetitivi, che prima non erano nella nostra conoscenza”.

Ha sintetizzato così Irene Priolo, assessore all’ambiente della Regione Emilia-Romagna, il tema che ha indotto la Provincia di Ravenna con tutti i suoi Comuni, la Regione Emilia-Romagna, Hera, Atersir e Conami, Ravenna Holding, i Consorzi di bonifica, Te.Am Lugo, Romagna Acque, l’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po, l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile a sottoscrivere un protocollo d’intesa che farà partire uno studio, a cura di Hera, che consentirà di individuare gli interventi infrastrutturali e gestionali più efficaci per la riduzione del rischio idraulico all’interno dei centri abitati.

Il protocollo e lo studio sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa, alla presenza, oltre che dell’assessora Priolo, della presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli, del capo di gabinetto della Provincia, Nicola Pasi e del direttore centrale Reti del gruppo Hera Alessandro Baroncini.

Le nostre città devono diventare più resilienti rispetto al cambiamento climatico – ha osservato Valentina Palli – e con questo studio vogliamo portare tutta la nostra provincia ad un livello di consapevolezza della gestione delle acque meteoriche che ci permetta di affrontare in maniera più efficace tutti questi ricorrenti fenomeni estremi ma anche a sviluppare una consapevolezza della nostra rete fognaria che ci permetta un’analisi e un intervento puntuale”.

Investimento da 1,6 milioni per uno studio triennale

Per questo studio, che ha una durata temporale di tre anni, è previsto un investimento iniziale di 1,6 milioni di euro, in parte coperto da un finanziamento del Commissario straordinario alla ricostruzione e in parte dalla tariffa del Servizio Idrico Integrato.

 Le attività saranno supervisionate da un Comitato di Coordinamento convocato periodicamente dalla Provincia di Ravenna e di cui farà parte un esponente per ogni ente firmatario. Il Comitato – che ha compiti d’indirizzo e monitoraggio delle attività e di validazione degli elaborati che saranno prodotti – agevolerà inoltre l’utilizzo di tutte le informazioni e di tutti i dati utili allo sviluppo dello Studio nella disponibilità dei firmatari.

Lo studio prevede di completare le attività di rilievo, misura, modellazione e simulazione dei sistemi fognari di tutti i Comuni della provincia e richiederà la collaborazione di vari enti che si impegneranno a mettere a sistema tutti i dati in loro possesso, utili al fine di calibrare un modello idraulico affidabile, grazie al quale sarà possibile predisporre un piano di miglioramento strutturato dei sistemi fognari di drenaggio urbano.

Nello specifico, dopo aver reperito le informazioni mancanti e analizzato le informazioni rese disponibili, la multiutility creerà una modello digitale per simulare il comportamento della rete a fronte di eventi reali o di progetto, per individuare i punti critici e formulare ipotesi di intervento con il relativo grado di priorità.

“La firma di questo Protocollo è un esempio tangibile che la resilienza dei territori passa dalla condivisione delle conoscenze, dalla cooperazione e dalla messa in gioco delle migliori competenze professionali – ha precisato Alessandro Baroncini. – 

sistemi fognari, come altre infrastrutture, hanno subìto danni anche significativi a seguito dei recenti eventi alluvionali. Con questo protocollo vogliamo conseguire un duplice obiettivo: la riqualificazione degli stessi ed un contestuale loro ridimensionamento per fare fronte agli eventi meteorici eccezionali che ormai il cambiamento climatico fa registrare con evidente maggiore frequenza ed intensità”.