Svegliarsi alle 4 di mattina, allenarsi, andare a lavorare e dedicarsi alla famiglia, questo è quello che ha scelto Christian Reali. La 100km del Passatore, per lui, non è solo un hobby, ma qualcosa di più, a tal punto da scegliere di svegliarsi prestissimo la mattina pur di allenarsi ma senza togliere tempo alle persone a cui tiene di più: la sua famiglia. Ci siamo fatti raccontare la sua Cento, che purtroppo quest’anno è terminata prima per problemi fisici ma che, come ci ha detto lui, non sarà sicuramente l’ultima.
Intervista a Christian Reali: “Il percorso ti mette alla prova. Tutto è complesso e prendendolo sotto gamba poi si paga”
Christian, cosa ti ha spinto la prima volta a correre la 100km e cosa ti spinge tutt’ora?
Correre è parte di me, ma una 100km è tutta un altra stori., Ti mette continuamente alla prova, richiede forza, resistenza e determinazione, ma l’adrenalina continua che ti dà vale tutto. Quest’anno è stata la mia sesta 100km del Passatore, poi ne ho fatte due all’estero, più quella del 2021 nell’autodromo di Imola. La vera sfida è contro noi stessi, contro il dolore, la stanchezza, vorresti fermarti, arrenderti; è un esperienza che ti cambia, ti da la possibilità di scoprire i propri limiti e la forza di oltrepassarli. Ti fa crescere molto e ti da la carica per finirla e per tornare ogni anno, infatti è veramente difficile dire “stop”.
Hai mai avuto imprevisti tali da farti dire “no, quest’anno non ce la farò a finirla”?
Le prime cinque le ho concluse tutte, quest’anno ho visto il mio fisico e la mia mente non andare allo stesso passo. Per la preparazione si fanno tanti sacrifici e dirsi basta è faticoso, ma quest’anno ho dovuto accettare i miei limiti. A salire sulla Colla è arrivato un gran vento freddo, avrei dovuto ascoltare mia moglie e coprirmi ma l’adrenalina non ha aiutato, ne ho poi pagato le conseguenze e sentendo il parere medico ho dovuto dare lo stop.
E invece il tratto più complesso del percorso?
Il percorso nel complesso è suggestivo, ti mette alla prova. Tutto è complesso e prendendolo sotto gamba poi si paga. Però la Colla è veramente difficile: se la prendi bene, ottimo, altrimenti rischi di buttare tutto all’aria.
Conta di più la testa o il fisico?
Io ti direi un mix: 51% testa e 49% fisico. Sono entrambe due componenti importanti ma la forza di finire la gara è un impulso che parte dalla testa e si sparge per tutto il corpo, però ovviamente devi avere anche prestanza atletica.
E invece come ti prepari ? svelaci qualche segreto
Faccio un mix di allenamenti tra corsa su strada, allenamenti in palestra e educazione alimentare. Spesso mi alleno la mattina presto sulle 4 per non togliere tempo al lavoro e alla famiglia; faccio tanti sacrifici, ma li vale tutti.
Quindi meglio avere compagnia rispetto al farla soli?
E’ fondamentale avere qualcuno che da fuori ti guardi e ti accompagni di modo che veda quello che noi non vediamo o sentiamo. Io ho mia moglie che mi accompagna, quest’anno con la questione freddo di cui parlavo prima è stata di grande aiuto, anche se l’ho ascoltata tardi. C’è chi va forte anche da solo, io no: mi serve avere qualcuno con me.
Le emozioni che si provano all’inizio e alla fine noi che non l’abbiamo mai fatta possiamo forse solo immaginarle, ce le racconti?
La prima volta alla partenza c’era tanta ansia, ora no, solo una gran voglia di partire; ma l’arrivo ti ripaga, è leggerezza è gioia è energia. La bellezza del momento in piazza del Popolo mentre riabbracci i tuoi figli è difficile da spiegare a parole. Per portare la mia famiglia con me durante la gara mi porto sempre dietro un elastico per capelli di mia figlia e un portachiavi di mio figlio, così sono con me… e poi ho mia moglie che mi accompagna durante la corsa.
Noi il prossimo anno speriamo di rivederti, conti di esserci?
Si assolutamente senza alcun dubbio, ho una grande voglia di rivalsa.
Jacopo Cavina














