Lunedì 24 marzo, al Teatro dei Sozofili di Modigliana, si è svolto un intenso incontro tra studenti e testimoni della Seconda Guerra Mondiale, promosso dal progetto scolastico “Vedere Capire Ricordare” in collaborazione con l’associazione Senio River.
Una mattinata di memoria e ascolto per le giovani generazioni
Il Teatro dei Sozofili di Modigliana ha ospitato, lunedì 24 marzo, una mattinata dedicata alla memoria storica e al dialogo tra generazioni.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto scolastico “Vedere Capire Ricordare”, ha visto la partecipazione degli alunni delle cinque classi della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo “Silvestro Lega” e di tre testimoni della Seconda Guerra Mondiale: Amelia Mercatali (100 anni), Giannetto Ortolani (99 anni) e Giuliano Bellini (90 anni).
L’introduzione all’incontro è stata affidata a una video-presentazione curata da Marco Dalmonte, dell’associazione Senio River, che ha fornito un quadro storico documentato degli eventi bellici che portarono alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Testimonianze dirette degli orrori della Seconda Guerra Mondiale
Il cuore dell’incontro è stato l’ascolto delle testimonianze dirette. I tre ospiti, che hanno vissuto sulla propria pelle gli anni della guerra, hanno condiviso ricordi ancora vividi.
Amelia Mercatali, cresciuta a Santa Reparata, ha raccontato: «Passavano i tedeschi, non si poteva uscire di casa… portarono via mio babbo. Abitavamo ai “casét di bosch”. Nel 1947 venni a vivere a Modigliana e feci la sarta».
Giannetto Ortolani, presente in paese il 14 novembre 1944, giorno della Liberazione, ha ricordato: «Ero nei giardini di don Giovanni Verità. Vidi arrivare soldati indiani pakistani da via Marconi. Dormirono con noi nel rifugio. Poi arrivarono gli scozzesi dalla Roccaccia, ci chiesero di aiutarli con le munizioni. I polacchi venivano dal Trebbio, anche la Brigata Maiella fu presente. Prima della Liberazione fecero saltare i ponti, e il 16 ottobre 1944, durante un bombardamento, morirono 39 bambini e civili. Era straziante: carne e sangue ovunque».
Giuliano Bellini, che all’epoca aveva 10 anni, ha vissuto la guerra in campagna: «Rimasi solo, con mio fratello alla macchia e mia madre e le mie sorelle portate ad Abeto, al comando dei tedeschi. Lavoravo nei campi con le bestie, dormivo in un casone. Al momento della Liberazione, gli americani arrivarono con cioccolata e sigarette».

Memoria attiva attraverso il dialogo con gli studenti
Dopo i racconti, gli studenti hanno rivolto molte domande ai testimoni, mostrando un coinvolgimento autentico:
«Avete tirato granate?», «Vi capitava di ricevere lettere?», «Cosa avete provato quando è iniziata la guerra?»,Come avete organizzato la vostra vita dopo la guerra?, Vi capita di ricordare qualcuno in particolare?, «Quanto è importante ricordare quanto è successo?»,
Giannetto Ortolani ha risposto con convinzione: «È importantissimo ricordare. Parlatene a quelli che verranno dopo di voi. Momenti così non dovrebbero mai capitare».
Alla domanda su quando si fosse capito che la guerra era davvero finita, Giuliano Bellini ha risposto: «C’è voluta una settimana… poi fu tutta allegria!» mentre Ortolani ha ricordato il 25 aprile 1945 come l’inizio di una nuova fase: «Cominciarono i comizi, la fine della dittatura, ognuno prese la strada che voleva. Ci dividemmo politicamente…».
Modigliana e il ricordo della Liberazione
Modigliana fu liberata il 14 novembre 1944, dopo duri scontri tra le forze tedesche e gli alleati – gurkha nepalesi, indiani, britannici, polacchi, italiani, tra cui la Brigata Maiella. La città diventò retrovia del fronte e pagò un alto prezzo in termini di vite umane e distruzioni.
Il sindaco Jader Dardi, presente all’incontro, ha ricordato: «Sono passati 80 anni dalla Liberazione. Ragazzi, quando sentite parlare di guerra, ricordate che guerra significa distruzione, lutto. Abbiamo voluto far parlare chi 80 anni fa c’era».
Un progetto per non dimenticare
A conclusione dell’incontro, Marco Dalmonte ha ringraziato l’amministrazione comunale, in particolare l’assessore Massimo Gasperini e il sindaco Jader Dardi, per aver reso possibile l’evento.
«Grazie ad Amelia, Giannetto e Giuliano per aver condiviso i loro ricordi con oltre cento studenti. E grazie a tutte le docenti e i docenti che, con passione, hanno accompagnato i ragazzi in questo cammino di memoria. Lo scopo del progetto “Vedere Capire Ricordare” – ha detto Dalmonte – è farvi capire cos’è la guerra, imparare a mettervi nei panni degli altri».
Il sindaco ha infine annunciato che «altre testimonianze verranno raccolte attraverso video interviste, per mantenere vivo il ricordo di quanto avvenuto. Ora sta a voi studenti proseguire nelle riflessioni con i vostri insegnanti.».