Riprendono dal 18 settembre gli appuntamenti con le Tresere per genitori, educatori, catechisti, quest’anno solo in presenza e non più trasmessi anche in streaming. Tema di quest’anno Annunciare è una bellezza! Coniugare arte e fede è possibile ed è una chiave di lettura importante, uno strumento di evangelizzazione potente.

Catechesi-bellezza

«Abbiamo scelto di centrare il tema sul binomio catechesi-bellezza – ci spiega don Massimo Geminiani incaricato alla Pastorale giovanile,- uno dei linguaggi proposti anche dal nuovo direttorio del 2020. Un canale che avevamo ancora toccato negli ultimi anni e che volevamo mettere a fuoco. Abbiamo chiesto a due voci esperte di parlarcene» La prima sera vedrà infatti come ospite mons Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla. «Mons. Morandi ha scritto un testo su questi temi intitolato Bellezza, luogo teologico di evangelizzazione. – continua don Massimo – Altra voce autorevole su questo argomento sarà quella di Giovanni Gardini, vice direttore del Museo Diocesano, che affronterà il 25 settembre il tema da una prospettiva un po’ diversa. Il suo intervento vuole essere anche occasione per mettere a disposizione dei gruppi di catechismo e dei catechisti stessi il suo lavoro in diocesi». L’appuntamento con la terza delle Tresere non sarà a settembre ma a ridosso dell’Avvento. «La scelta è stata quella di spingere a partecipare a una serata dell’Apostolato Biblico per sottolineare l’importanza della conoscenza della parola di Dio, riferimento cardine del servizio della catechesi». In parallelo alle prime due sere un percorso ad hoc per catechisti ed educatori under 20. «Il tema è lo stesso, la differenza è che saranno per loro serate più laboratoriali. Il mosaicista Gaetano Gambino aiuterà i ragazzi a mettersi in gioco con la realizzazione di mosaici, cogliendo un aspetto dell’evangelizzazione diverso e magari riproponendolo anche nelle loro attività di catechismo». Centrale è del resto la presenza dei più giovani nella Chiesa. «La presenza dei giovani resta una presenza fondamentale nella misura in cui riusciamo a farci annunciatori di bellezza e far respirare loro un clima buono nei quali possano esprimersi come protagonisti. Dobbiamo dare loro uno spazio in cui possano sperimentare che i loro talenti sono importanti e che la Chiesa ha bisogno di loro. Sono l’adesso della Chiesa, come dice papa Francesco. Dobbiamo coinvolgerli adesso, con la loro presenza».

Letizia Di Deco