Torna alla vita il salone dell’Arengo, nel palazzo del Podestà di Faenza, grande struttura di pregio incuneata nel cuore della città. Ma il cui valore e la cui potenzialità vanno ben oltre, come riconosciuto dal sindaco Massimo Isola e confermato dall’assessore regionale Andrea Corsini che martedì mattina era ospite d’onore alla inaugurazione ufficiale. Isola ha parlato di un’orma della nostra storia che torna a vivere. E già dall’1 settembre l’Ufficio Cultura avrà cura della programmazione delle attività da realizzare in questo spazio. Ma il sindaco ha pure anticipato la prossima emissione di un bando per assegnarne a privati la gestione. Seppure in stretta collaborazione con il Comune.

Il sindaco Isola: “Potenzierà l’offerta turistica del territorio”

DSC09325 edited

Questo luogo è destinato a potenziare l’offerta turistica del territorio, diventando punto di accesso dei visitatori e contenitore di eventi culturali, espositivi e artistici. Lo spazio polifunzionale sarà arricchito con percorsi multimediali sulla storia delle città, aumentando l’interesse pubblico e turistico del padiglione nel cuore della città. «Uno spazio non da guardare, – ha detto il sindaco – ma da vivere».

Mentre a piano terra del palazzo insistono proprietà private, con prevalenza di esercizi commerciali, il Salone è di proprietà pubblica. Ed è il Comune che nel 2015 ha dato il via a questa ristrutturazione con un progetto preliminare e la relativa ricerca di fondi cui si è prodigato anche Gualtiero Malpezzi, recentemente scomparso. Iniziati nel 2017, i lavori si sono conclusi in queste settimane. Giusto in tempo per lasciare spazio a eventi espositivi legati alla prima manifestazione: Argillà, in programma a inizio settembre. Corsini ha ricordato l’inizio del confronto con la precedente Amministrazione svolto assieme a Manuela Rontini, e confermato con gli amministratori attuali.

Investimento di circa 2 milioni di euro

DSC09285 edited

Svoltisi in due stralci, i lavori sono andati avanti per cinque anni. Col restauro della sala dell’Arengo, dalla pavimentazione in cotto al rifacimento del tetto, si è provveduto pure alla messa in sicurezza dell’intera struttura e all’acquisito di diverse attrezzature necessarie per il funzionamento del palazzo. Si è realizzata la torre per uscita di sicurezza in piazza delle erbe, poi eretta là dove già in passato esisteva una torre abbattuta nel 1770.

Sulla nuova torre di sicurezza, sono stati preannunciati ulteriori interventi che ne rendano più gradevole la presenza.
Al Salone, oltre che dalla scala di piazza Martiri della Libertà, si accede anche da corso Saffi con un ascensore che favorisce le persone con difficoltà di deambulazione, inserito in una porzione di edificio (in passato ospitò la scuola comunale di musica) in cui sono stati ricavati i servizi necessari alla struttura. Un tempo ragionevole, cinque anni di lavori, trattandosi di appalti pubblici connessi a una stretta relazione anche con la Sovrintendenza in ogni sua fase. La spesa finale ha rasentato i due milioni euro, cui ha contribuito anche la Regione Emilia Romagna.

Giulio Donati