Secondo i dati preliminari Istat, a settembre l’inflazione supera il 4% e il carrello della spesa cresce dell’1,7% su base annua. Per il Codacons, il conto aggiuntivo per le famiglie arriva ad almeno 1.100 euro in un anno. A pesare sono i beni energetici, i cui prezzi crescono del 22,3% su base annua, contro il +17,1% di agosto. Gli alimentari non lavorati aumentano del 5,5% dal +3,8% del mese precedente. Salgono in particolare ortaggi, banane e legumi, con un +8,4%.
«Il cibo che acquistiamo è quasi esclusivamente quello in offerta»
Il caro vita si misura ogni giorno davanti agli scaffali del supermercato, alla pompa di benzina e nei portafogli sempre più vuoti a fine mese. I rincari di energia, carburanti e alimentari stanno modificando le abitudini delle famiglie faentine, costrette a cercare offerte, ridurre gli spostamenti e rivedere il modo di organizzare spesa e tempo libero. «Viviamo con i volantini in mano» racconta Filippo, padre di quattro figli. In casa sono sei e il problema del costo della vita pesa ogni volta che si riempie il carrello. «Per una famiglia numerosa come la nostra la spesa quotidiana è un’impresa titanica: i prezzi dei beni di prima necessità sono raddoppiati o triplicati». Con i figli che crescono, le quantità triplicano. «I ragazzi sono in fase di crescita e mangiano più degli adulti». La strategia è quella delle offerte. «Il cibo che acquistiamo è quasi esclusivamente quello in offerta e ci si riduce a cucinare sempre le stesse cose, quelle più economiche». Il problema, racconta Filippo, non riguarda più solo le rinunce «ma fare i salti mortali sull’essenziale, convivendo con una grande frustrazione». A questo si aggiunge il costo del carburante. «Limitiamo gli spostamenti in auto al minimo indispensabile. Per il resto si va a piedi o in bici».
Il budget per la spesa e il costo dei carburanti
Anche per una giovane coppia faentina, Luca e Chiara, che non ha figli, il carburante è una delle voci che più incide sul bilancio. «Utilizziamo la macchina tutti i giorni per andare a lavorare, una a diesel, l’altra a benzina». Per la spesa alimentare hanno stabilito un budget. «Andiamo al discount da sempre e cerchiamo di stare in un budget che varia dai 50 ai 70 euro a settimana». A volte si sfora. «È diventato tutto più caro e sappiamo tutti i prezzi a memoria. Le birre in lattina che fino a un anno fa costavano 79 centesimi, adesso sono a 99, il filetto di petto di pollo macinato è passato da 7 a 12 euro al chilo». Così scattano le rinunce. «Si sta attenti a tutto e si mangia fuori solo nelle occasioni speciali. Abbiamo ridotto anche gli inviti in casa agli amici, passando da una volta a settimana a due volte al mese».
C’è chi ha modificato il modo di organizzare gli acquisti. È il caso di Lucia, 48 anni, che vive con il marito Francesco e due gatti. «Non abbiamo il mutuo, ma un solo stipendio e 336 euro di pensione». In famiglia l’attenzione alle spese non è una novità. «Yogurt e pane li facciamo in casa da anni. Andiamo a fare benzina dove il prezzo è più basso e sfruttiamo le offerte per fare scorta di beni a lunga conservazione o di prodotti freschi che possiamo congelare». Non basta più. «Andiamo in diversi supermercati per fare gli acquisti, sfruttando il tragitto che fa mio marito al ritorno dal lavoro». La ricerca delle offerte è il primo passaggio entrando in un negozio. «Abbiamo iniziato a cercare i prodotti in sconto perché vicini alla scadenza: una caccia al risparmio, la prima tappa quando si entra al supermercato». Anche il menù settimanale ha cambiato logica. «Fino a poco tempo fa redigevamo la lista della spesa a partire dal menù. Oggi si parte dalle offerte e in base a quelle si struttura il menù». A volte il programma cambia davanti allo scaffale. «Se trovo un prodotto molto scontato modifico al volo il programma. Capita spesso con le verdure, il cui prezzo è aumentato moltissimo».
Meno ristoranti e tempo libero, si risparmia anche sulle uscite
Il caro vita non modifica soltanto il modo di fare la spesa. A risentirne sono anche le attività considerate non essenziali. Federica racconta di andare «poco a teatro, concerti e cinema» e di aver diradato «le uscite al ristorante da soli o con gli amici. Spesso preferiamo comprare e condividere cibo da asporto per passare una serata insieme». Anche il fine settimana viene organizzato in funzione del risparmio. «Se nel weekend sappiamo di stare fuori tutto il giorno, ci prepariamo sempre almeno un pasto al sacco». E anche gli spostamenti in macchina vengono pianificati. «Limitiamo gli spostamenti con l’auto studiando a tavolino come ottimizzare il tragitto se il viaggio prevede più tappe».
Barbara Fichera














