Una malattia, un cambio di vita e una passione trasformata in professione. È la storia di Domenico Silvestroni, artigiano di Russi, che dal 2019 si dedica alla riparazione delle fisarmoniche, un mestiere sempre più raro e richiesto in tutta Italia.

Lavorava in fabbrica, ma le circostanze della vita hanno portato Domenico Silvestroni a licenziarsi nel 2018 per aprire la partita Iva, nel 2019, come artigiano in un campo decisamente particolare: la riparazione di fisarmoniche. «Suonavo la fisarmonica per passione – racconta – ma non la conoscevo nel suo funzionamento interno». Circa dieci anni fa l’azienda in cui lavorava non attraversava un buon periodo, situazione che già gli procurava insoddisfazione. All’improvviso arrivò anche una malattia che, fortunatamente, si risolse nel migliore dei modi, ma gli impedì di continuare a svolgere lavori pesanti. L’azienda, racconta, si mostrò indifferente alle sue necessità. «Mentre ero in cassa integrazione cercavo una fisarmonica. Andai a Castelfidardo, capitale italiana della fisarmonica, ma non ebbi una buona accoglienza. Così mi spostai a Vercelli, dove operavano i successori di Cooperfisa, una realtà nata come cooperativa nel 1921 per salvaguardare il posto di lavoro di un gruppo di operai e oggi gestita come azienda privata da una signora di origine veneta». Qui l’accoglienza fu completamente diversa. La storica azienda vercellese, nonostante le difficoltà attraversate nel tempo, anche nel secondo dopoguerra con i mercati esteri, ha continuato a rappresentare un punto di riferimento per il settore. «Lì ho trovato lo strumento che mi serviva e ho notato subito un modo diverso di lavorare e l’attenzione con cui mi ascoltavano».

Lo stage che ha cambiato la vita

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Domenico Silvestroni

Dopo circa un anno, la fisarmonica acquistata ebbe bisogno di manutenzione. Domenico era ancora in cassa integrazione quando da Vercelli arrivò una proposta destinata a cambiargli la vita. «Perché non vieni a fare uno stage da noi e vedi come ti trovi?». Detto, fatto. Due mesi intensi e appassionanti gli permisero di conoscere a fondo uno strumento che fino a quel momento aveva vissuto soltanto da musicista. L’esperienza fu così positiva che nel 2018 maturò la decisione di lasciare definitivamente la fabbrica. L’anno successivo aprì la partita Iva come artigiano.

Le conoscenze maturate con gli insegnanti delle scuole di musica favorirono l’avvio dell’attività. Se nelle Marche la concorrenza è numerosa, in Emilia-Romagna gli specialisti sono pochissimi. «C’era un novantenne a Casalecchio e un ultraottantenne ad Arquà Polesine, oltre il Po. Oggi le richieste di manutenzione arrivano da tante parti d’Italia, anche dalla Sardegna e dal Veneto».

Clienti da tutta Italia e un mestiere da tramandare

Fra i clienti c’è anche don Marino Tozzi, parroco di Terra del Sole, che con i suoi 89 anni continua a suonare la fisarmonica nelle case di riposo. La maggior parte della clientela proviene dalla provincia di Forlì-Cesena, grazie anche alla presenza di numerose scuole di musica. Seguono Imola e il territorio lungo la via Montanara fino a Firenzuola, quindi Faenza, dove molti giovani, già musicisti, scelgono di avvicinarsi anche alla fisarmonica.

A Medicina, nel Bolognese, racconta, ci sono moltissime fisarmoniche, mentre ad Alfonsine esiste una vivace comunità di appassionati, molti dei quali iniziano a suonare una volta raggiunta la pensione. Oggi Domenico Silvestroni è vicino al pensionamento e spera di trovare qualcuno a cui trasmettere questo mestiere.

«Mi dispiace soltanto aver imparato così tardi. Qualcuno mi ha chiesto informazioni: una coppia di insegnanti quarantenni di Meldola e anche un’altra signora, sempre del Forlivese, che mi sembra abbia una buona manualità. Vedremo». Per 33 anni Domenico Silvestroni ha fatto parte dei Canterini Romagnoli di Russi e, dopo padre Cini, li ha anche diretti per circa vent’anni, fino al 2012.

«Adesso ho ripreso a suonare con l’Orchestrona della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. Di recente abbiamo suonato a Porta Nova, a Russi. A luglio siamo fermi, ma ad agosto saremo vicino a Sogliano il 13, a Meldola il 15 alle 6 del mattino e il 25 a San Francesco di Bagnacavallo».

Giulio Donati