Prosegue il viaggio alla scoperta delle associazioni che fanno parte del Gruppo Disabilità Faenza. Questa settimana incontriamo Nives Baldoni, presidente di Anffas Faenza, che racconta la storia dell’associazione, i servizi offerti e i progetti che da oltre cinquant’anni sostengono le persone con disabilità e le loro famiglie.

Intervista a Nives Baldoni, presidente di Anffas Faenza

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Baldoni, quando nasce l’associazione?

Anffas Faenza è stata fondata nel 1972 e vanta oltre cinquant’anni di attività a tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. A livello nazionale, Anffas è nata nel 1958 ed è stata la prima associazione italiana a impegnarsi per garantire alle persone con disabilità il diritto a una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente, nel rispetto della propria dignità.

Quante famiglie supportate?

I soci dell’associazione sono 59 e aiutiamo una cinquantina di famiglie.

Quali progetti avete messo in campo?

Un primo servizio che offriamo, non solo ai nostri soci, ma a tutta la cittadinanza, è lo Sportello Accoglienza Informazione (Sai), obbligatorio, per statuto, in ogni Anffas. L’obiettivo di questo sportello, in cui opera un volontario formato da Anffas nazionale, è dare informazioni e indirizzare i cittadini verso i servizi più appropriati, a seconda delle esigenze. Grazie a questo sportello facciamo da tramite tra le famiglie, che spesso non sanno come muoversi e a chi rivolgersi, e i servizi sociali, che possono così intercettare le persone con disabilità e avere una mappatura aggiornata del territorio. È inoltre un servizio che ha ispirato la nascita della rete degli sportelli del Gruppo Disabilità Faenza.

C’è poi il laboratorio “Il Faro”, che è il vostro fiore all’occhiello ed è molto noto in città.

È nato nel 1991, per dare risposta alle famiglie con figli o parenti con disabilità che non erano inseriti in nessun centro del territorio ed è il progetto più impegnativo per la nostra associazione. Attualmente, ogni mattina accogliamo sei adulti, che non possono essere inseriti in contesti lavorativi e nel pomeriggio si aggiungono studenti e persone che escono dai centri riabilitativi del territorio. In totale sono 15 le persone che frequentano il laboratorio, di cui fino a una decina in contemporanea e non è un numero banale perché Anffas può contare su due educatori e sul supporto dei volontari, tra cui gli scout di Faenza e Modigliana, con cui si è instaurata una bellissima collaborazione. Il laboratorio è aperto dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12. Da ottobre a fine giugno si può inoltre accedere anche dalle 15 alle 17.30, nelle giornate di lunedì, mercoledì e giovedì.

Quali attività vengono svolte?

Sono molto variegate e hanno sempre l’obiettivo di favorire la socializzazione e la conquista di una propria autonomia. Negli anni abbiamo proposto laboratori di pittura e ceramica, attività di giardinaggio e coltivazione di un orto, in collaborazione con Campo Aperto, laboratori di cucito e cartapesta, insieme alla Croce Rossa. Ogni sabato mattina c’è poi il laboratorio di cucina, che è ormai un appuntamento fisso e non mancano le uscite all’esterno. Non ci siamo mai fermati in questi anni, nemmeno dopo l’alluvione perché quindici giorni dopo aver visto la nostra sede andare sott’acqua avevamo già trovato nuovi locali, in cui proseguire con l’attività.

Quali altri progetti seguite?

Un progetto che da 15 anni ci sta regalando tante soddisfazioni è Teatr’abile, vero e proprio laboratorio teatrale, aperto anche alle persone che frequentano i centri riabilitativi gestiti dalle cooperative Ceff e In Cammino. Il laboratorio culmina, ogni anno, nella realizzazione di un cortometraggio che viene proiettato al Cinema Sarti, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Non ci siamo fermati nemmeno con l’alluvione, anzi il cortometraggio Innamorati, realizzato nel 2023, è stato premiato al Festival Internazionale di Bergamo e al Festival delle Abilità Differenti di Carpi. Nel 2025, per celebrare i quindici anni di progetto, è stato realizzato un mix tra alcuni spezzoni dei nostri cortometraggi e un’interpretazione dal vivo, con i ragazzi che si sono confrontati dunque anche con il palcoscenico. Il laboratorio vede, fin dalla sua nascita, la collaborazione di Barbara Orsoni come figura tecnica mentre, dal 2015, i registi sono Luca Barzanti e Lorenzo Venturelli. Inoltre, da ormai trent’anni, organizziamo un soggiorno al mare all’anno.

Si tratta dell’unico momento in cui i nostri ragazzi si allontanano dalle famiglie ed è dunque un’esperienza fondamentale, sotto il profilo della socializzazione e dello svago. Quest’anno il soggiorno si terrà a Igea Marina e vedrà la partecipazione di tredici ragazzi e dieci educatori. Infine, ogni anno non può mancare la raccolta fondi 100 premi per 100 km, con estrazione il giorno in cui si corre la celebre ultramaratona.

Quali novità all’orizzonte?

Vogliamo continuare a portare avanti tutti i nostri progetti, che assorbono gran parte delle energie e delle risorse della nostra associazione. Inoltre, guardiamo con molta attenzione, insieme al Gruppo Disabilità Faenza Aps di cui facciamo parte, al progetto di Hub sociale che dovrebbe nascere nel rinnovato Palazzo delle Esposizioni. L’auspicio è che il nuovo Palazzo delle Esposizioni diventi un luogo dove il terzo settore possa incontrare la città e che possa essere la nuova casa dello Sportello del Gruppo Disabilità Faenza.

Come è cambiata, nel corso degli anni, la sensibilità del territorio nei confronti della disabilità?

C’è molta più attenzione, rispetto ad anni fa. Faenza sta facendo passi avanti importanti e lo dimostrano gli incontri sul Peba, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, o la presenza, sempre più numerosa, di supporti in Caa.

Ha un sogno nel cassetto?

La speranza è che il mondo dell’associazionismo riesca ad andare avanti perché con le ultime riforme e l’istituzione del Runts fare volontariato è diventato davvero complesso. Il mio sogno invece è che ci siano disponibilità economiche e risorse umane per attivare, nel nostro territorio, sempre più servizi dedicati alle persone con disabilità.

Samuele Bondi