La cerimonia di commiato per Annunziata Verità si terrà mercoledì 1 luglio, alle ore 10, presso l’emiciclo del cimitero dell’Osservanza di Faenza.

Una vita al servizio della libertà

La comunità potrà così rivolgere l’ultimo saluto a Nunziatina, la “ragazza ribelle” della Resistenza scomparsa la notte del 27 giugno all’età di 100 anni. Nel corso della cerimonia civile, prenderanno la parola per tracciare un ricordo della staffetta partigiana il sindaco Massimo Isola, il presidente dell’Anpi Faenza, Alberto Fuschini, e il giornalista Claudio Visani, autore della biografia a lei dedicata e figura che per lungo tempo ha seguito e documentato la vita e la testimonianza di Verità.

Con la morte di Annunziata Verità, Faenza perde una delle figure più rappresentative della memoria della Resistenza. Per tutti era “Nunziatina”: una donna che ha attraversato la tragedia della guerra e ha dedicato la propria esistenza a custodire e trasmettere il valore della libertà e della democrazia.

Con il nome di battaglia “Mallì”, entrò nella Resistenza quando aveva appena 17 anni. Nel 1943 si unì alla lotta partigiana insieme al fidanzato Marx “Max” Emiliani, militante dei Gruppi di azione patriottica (Gap), ucciso dai fascisti il 30 dicembre dello stesso anno.

L’anno successivo anche Annunziata Verità fu catturata dai nazifascisti. Il 12 agosto 1944 venne condotta davanti al plotone di esecuzione, ma sopravvisse miracolosamente perché i proiettili la colpirono soltanto di striscio. Riuscì così a fuggire e a raggiungere nuovamente i partigiani sui monti, partecipando alla lotta fino alla liberazione di Faenza, avvenuta il 17 dicembre 1944.

Il valore della testimonianza

Per molti anni conservò nel silenzio il ricordo di quelle vicende drammatiche. Solo in età avanzata decise di raccontare la propria esperienza grazie all’incontro con il giornalista Claudio Visani, autore della biografia La ragazza ribelle, dalla quale è stata successivamente tratta anche una graphic novel destinata ai lettori più giovani.

Negli ultimi decenni la sua attività di testimonianza nelle scuole e negli incontri pubblici ha contribuito a mantenere viva la memoria della Resistenza, trasmettendo alle nuove generazioni il significato della libertà conquistata con il sacrificio di tanti uomini e donne.

Con la scomparsa di Annunziata Verità, Faenza perde una protagonista della propria storia civile. Resta l’eredità di una donna che, dopo aver sfidato la violenza della guerra e della dittatura, ha scelto di trasformare la propria esperienza in un instancabile impegno educativo e civile al servizio della memoria.