Da circa due anni, ogni mercoledì mattina – e spesso anche in altri giorni quando c’è bisogno – Giancarlo Gorini varca le porte della biblioteca del Seminario Vescovile di Faenza non come studente, ma come volontario. Un impegno silenzioso e costante che contribuisce in modo concreto alla vita quotidiana di molti giovani universitari.

Ex impiegato bancario, oramai in pensione, Giancarlo ha deciso di dedicare parte del suo tempo libero al volontariato dopo aver saputo che all’interno del Seminario era presente un’aula studio per i giovani e che una ragazza, che svolgeva quel servizio, non poteva più continuare. Davanti a questa necessità, Giancarlo si è proposto per sostituirla, scegliendo di mettersi a disposizione in modo stabile e responsabile.

Il suo compito principale è la registrazione degli ingressi e delle uscite degli studenti che frequentano l’aula studio. Un’attività oggi facilitata dalla tecnologia: grazie all’applicazione IoStudioInBiblioteca, gli studenti prenotano in autonomia il giorno e l’orario di presenza, rendendo raro l’inserimento manuale dei dati. Mediamente sono circa 30 studenti presenti ogni giorno, ma il numero varia in base ai periodi delle sessioni universitarie.

“Mi piace incontrare le persone, soprattutto i giovani”, racconta Giancarlo. “Quando svolgo questa attività mi sento utile per la società. Mi fa stare bene, e soprattutto mi piace davvero quello che faccio”. Parole semplici che descrivono un volontariato autentico, fatto di presenza e disponibilità. 

La biblioteca del Seminario vescovile è molto frequentata, soprattutto dagli studenti. Le aule studio sono aperte dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 22, un orario molto ampio che permette ai ragazzi di studiare per molte ore durante la giornata. Inoltre, la struttura mette a disposizione anche uno spazio dove è possibile pranzare e trascorrere momenti di socialità con gli altri studenti.

Il servizio dei volontari è fondamentale: senza il loro impegno, molti giovani non avrebbero la possibilità di usufruire di aule studio organizzate e accoglienti. Grazie a persone come Giancarlo, lo studio diventa non solo possibile, ma anche un’esperienza condivisa.

Serena Gaddoni