Il 2025 si chiude come un anno storico per il turismo nel territorio di Faenza e dell’Unione della Romagna Faentina. I dati certificano il superamento non solo del periodo pandemico e dell’alluvione, ma anche di quel 2019 considerato a lungo l’anno d’oro del settore. Un risultato che segna una svolta e che racconta di un territorio capace di ripensarsi e rilanciarsi. Tra gli elementi più significativi c’è la crescita della permanenza media, oggi vicina ai tre giorni. «Uno degli aspetti più importanti è proprio questo passaggio: da una visita di mezza giornata a un soggiorno più lungo», sottolinea l’assessora al Turismo Simona Sangiorgi. «Non si era mai verificato un risultato simile e di questo beneficiano direttamente l’indotto e i servizi».
L’assessora Sangiorgi: “Risultato di un lavoro strutturato e continuo”

Un traguardo che, come evidenzia la stessa Sangiorgi, va letto senza eccessi ma con consapevolezza: «Senza fare facili trionfalismi, i dati del 2025 sono i migliori dal 2000 in poi. Dopo il Covid e l’alluvione abbiamo affrontato grandi difficoltà, ma oggi possiamo dire che la ripresa è concreta. E non è frutto del caso: è il risultato di un lavoro strutturato e continuo». Alla base di questa crescita c’è una precisa strategia di diversificazione dell’offerta. Faenza ha saputo ampliare le proprie proposte, affiancando nuovi eventi a quelli consolidati e valorizzando diversi segmenti turistici. «Abbiamo colto al volo opportunità importanti – spiega Sangiorgi – come il Tour de France 2024 e i Gran premi di Formula 1 a Imola, trasformandole in occasioni di sviluppo». In questo contesto si inseriscono eventi di grande richiamo come la Tenzone Argentea, capace di portare in città migliaia di persone, insieme a manifestazioni ormai identitarie come Argillà, il Niballo – Palio di Faenza e il Mei. Un calendario ricco che ha contribuito a rafforzare l’attrattività del territorio durante tutto l’anno.
Un altro asse fondamentale è quello della destagionalizzazione. «Stiamo lavorando per allargare sempre di più il periodo turistico – prosegue l’assessora – puntando sui mesi primaverili e autunnali, sul turismo rurale, su quello ludico e anche sul cicloturismo». L’obiettivo è chiaro: ampliare tempi e spazi dell’offerta, intercettando pubblici diversi. In questo percorso, un ruolo centrale è giocato anche dalla ceramica, elemento identitario della città. «Rappresenta un nucleo forte della nostra proposta. Quando non c’è Argillà, proponiamo eventi come Made in Italy Faenza e continuiamo a investire in mostre di alto livello al Mic». L’ingresso nella rete della Strada della ceramica ha inoltre rafforzato i rapporti internazionali, favorendo l’arrivo di un numero crescente di visitatori stranieri.
Nuovi collegamenti ferroviari
Accanto agli eventi e ai contenuti, cresce anche l’attenzione verso infrastrutture e connessioni. «Faenza si trova in una posizione privilegiata, che dobbiamo sfruttare al massimo», evidenzia Sangiorgi, citando i nuovi collegamenti ferroviari tra Svizzera e Riviera romagnola, tra cui la nuova linea che dal 30 maggio al 5 ottobre parte da Zurigo e passa da Milano, fermando anche a Faenza, e la collaborazione con l’aeroporto di Forlì. Strategica anche la sinergia con Visit Romagna e il progetto A Spass, pensato per portare nell’entroterra i turisti della costa. Sempre più centrale è poi il tema della promozione digitale. Il lancio della piattaforma Aroundfaenza.it rappresenta un passo decisivo in questa direzione. «Oggi la maggior parte dei turisti, soprattutto stranieri, organizza i propri viaggi online. Per questo è fondamentale avere strumenti efficaci e aggiornati». In parallelo, il portale Faenzaeventi.it continua a svolgere un ruolo chiave come hub informativo, contribuendo a rafforzare la visibilità del territorio. Un sistema integrato che punta a raccontare in modo coordinato le eccellenze locali. Lo sguardo è già rivolto al futuro. «Per il 2026 – conclude Sangiorgi – l’auspicio è che tutto proceda senza intoppi. Se sarà così, possiamo immaginare un’ulteriore crescita. Stiamo lavorando su nuovi filoni, dal motorsport all’enogastronomia, per consolidare e sviluppare ancora di più la nostra offerta».
Vincenzo Benini














