Una presa di posizione congiunta dei sindaci del territorio, che in una lettera ufficiale esprimono perplessità e rammarico sulle modalità dei sopralluoghi svolti dalla Commissione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico, nei comuni colpiti dalle alluvioni.

La lettera dei sindaci alla Commissione

«Illustrissimo Presidente On. Giuseppe Bicchielli,
la presente per rappresentare alla Commissione il profondo rammarico degli scriventi Amministratori ed Amministratrici rispetto all’operato della Commissione in occasione dei sopralluoghi previsti presso alcuni Comuni della nostra provincia in data 26/03/2026.

Nel profondo rispetto per il ruolo d’indagine e l’autonomia della Commissione, le modalità di preavviso e operative del sopralluogo ne hanno, a nostro avviso, svilito funzione e postura istituzionale. Almeno su modalità, sedi e soggetti da audire ci aspettavamo condivisione e non autoreferenzialità.

Gli amministratori sono stati convocati presso esercenti locali e non in sede istituzionale. Non è dato sapere se l’intenzione fosse quella di una formale audizione o di un mero sopralluogo tecnico posto.

Non ci risulta inoltre essere stata coinvolta la Regione Emilia-Romagna, a cui compete la gestione della maggior parte dei siti che si è ritenuto opportuno visitare.

L’invito a partecipare è stato esteso solo ad un consigliere regionale senza il coinvolgimento degli altri consiglieri, pur espressi dai territori alluvionati. Sono stati invitati alcuni soggetti privi di qualsiasi rappresentanza istituzionale, con una pacifica ingerenza con la campagna elettorale in corso.

Al contempo gli stessi comitati di cittadini alluvionati sono stati convocati in modo arbitrario e senza interpellarne i coordinamenti, pur istituiti, e senza invitare i comitati più rappresentativi né le locali rappresentanze delle frazioni coinvolte.

Gli amministratori in ultimo, nonostante l’allerta arancione in vigore durante la giornata, sono stati invitati, in modo scomposto e tardivo, a recarsi a Forlì per un incontro in sede prefettizia.

L’audizione in sede istituzionale è una funzione e riteniamo auspicabile, nell’interesse dei nostri cittadini e cittadine, poter fornire tutti i chiarimenti che la Commissione ritiene opportuni.

“Ciò che è accaduto è un grave sgarbo istituzionale. La Commissione chiarisca le modalità d’intervento”

Ciò che è accaduto non rappresenta l’esercizio di questa funzione, è al contrario un grave sgarbo istituzionale, che non ci pare orientatoad approfondire la conoscenza del territorio né ad appurare la verità rispetto ai tragici momenti accaduti nel 2023 e 2024 ma bensì ad una predeterminata azione politica: siamo soliti dare rispetto e pretendere rispetto, almeno fra istituzioni della Repubblica.

Tanto premesso, rimanendo a completa disposizione per l’audizione istituzionale, riteniamo che la Commissione debba chiarire le proprie modalità di intervento rispetto a quanto sopra esposto».

I firmatari

La lettera è sottoscritta dai sindaci dei Comuni della provincia di Ravenna, tra cui quelli dell’Unione della Romagna Faentina:

Riccardo Graziani (Alfonsine), Matteo Giacomoni (Bagnacavallo), Mattia Galli (Bagnara), Massimiliano Pederzoli (Brisighella), Maurizio Nati (Casola Valsenio), Luca Della Godenza (Castel Bolognese), Andrea Sangiorgi (Conselice), Federico Settembrini (Cotignola), Massimo Isola (Faenza), Nicola Pondi (Fusignano), Elena Zannoni (Lugo), Stefano Sangiorgi (Massa Lombarda), Alessandro Barattoni (Ravenna), Federica Malavolti (Riolo Terme), Valentina Palli (Russi), Riccardo Sabadini (Sant’Agata sul Santerno) e Maria Diletta Beltrani (Solarolo).