Il 24 marzo 1946 il Comune di Russi tornava alle urne per le elezioni amministrative. Dopo vent’anni di dittatura e quasi due anni di sanguinosa occupazione nazifascista, i cittadini poterono scegliere i rappresentanti in seno al Consiglio comunale. Ma non era l’unica novità. Per la prima volta in Italia si votava a suffragio universale: uomini e donne, senza distinzione di ceto, erano chiamati a esercitare un diritto democratico fondamentale.

I risultati di 80 anni fa a Russi

La risposta della popolazione fu straordinaria. L’affluenza raggiunse il 92,3%, una percentuale che oggi, in tempi di crescente astensionismo, appare quasi incredibile. Alle urne andarono 3.108 donne e 2.884 uomini.

I cittadini si trovarono di fronte a tre liste, ciascuna composta da 16 candidati. La DC ottenne 1.329 voti, pari al 22,93%. Il PCI, in alleanza con il PSI, raccolse 2.413 voti (41,63%), risultando la lista più votata. Il PRI si attestò al secondo posto con 2.054 voti, pari al 35,44%.

Il sistema elettorale previsto per i Comuni delle dimensioni di Russi, che all’epoca aveva 9.095 abitanti, era di tipo maggioritario, simile a quello attuale: alla lista più votata spettavano 16 consiglieri, mentre i restanti quattro seggi venivano attribuiti alle altre liste. Nel caso di Russi, questi ultimi andarono al PRI.

Il primo sindaco post Seconda Guerra Mondiale fu Pietro Bertoni

Il 9 aprile 1946, nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale, vennero eletti il sindaco e gli assessori. Il primo sindaco dell’età repubblicana fu Pietro Bertoni (PSI). La Giunta era composta da Giovanni Bosi, Pasquale Lombardi – già sindaco durante il periodo transitorio del Consiglio Popolare – Terzo Melandri e Giacomo Cignani.

Quattro le donne candidate

Nonostante l’ingresso ufficiale delle donne nella vita politica attraverso il voto, la loro presenza rimase limitata. Soltanto quattro furono le candidate: Emma Benvenuti e Norina Fontana Gallignani per la lista DC, Enrichetta Montuschi e Clementina Bezzi per il PRI. Nessuna venne eletta. La strada verso una piena partecipazione era ancora lunga, così come quella della giovane Repubblica che di lì a pochi mesi sarebbe nata ufficialmente.

Le iniziative comunali per ricordare le elezioni di 80 anni fa

Proprio da questa memoria prende avvio la progettualità che il Comune di Russi intende sviluppare nel corso di quest’anno: Donne, voto e diritti: memoria e cittadinanza dalla Resistenza alla Repubblica, un percorso di educazione civica e public history dedicato al significato del voto e al contributo delle donne alla costruzione della democrazia repubblicana diventeranno occasioni per raccontare il primo voto delle donne, la nascita della Repubblica e il lungo cammino verso una piena cittadinanza democratica.

Il percorso vede inoltre coinvolte le scuole del territorio. Le classi quinte della scuola primaria parteciperanno a un percorso laboratoriale sulla storia del voto e della nascita della Repubblica, sviluppato attraverso teatro e musica, che culminerà in uno spettacolo nel mese di maggio.

Il progetto prevede inoltre momenti di riflessione civica rivolti ai giovani, tra cui l’intitolazione del giardino della scuola media alle Madri Costituenti e un incontro dedicato ai ragazzi della Consulta giovanile.

Zannoni: “Vogliamo trasformare la memoria in un’occasione di partecipazione”

«Ricordare il voto del 1946 non significa soltanto guardare al passato – sottolinea l’Assessore Gianluca Zannoni -. Significa comprendere il valore di diritti che oggi diamo spesso per scontati e riconoscere il percorso, non sempre semplice, che ha portato alla costruzione della nostra democrazia. Trasformare questa memoria in un’occasione di partecipazione, confronto e conoscenza condivisa è il modo migliore per continuare a dare senso, ancora oggi, a quella semplice ma straordinaria parola: si vota».