La capitale italiana del mare per il 2026 è Ravenna. La nomina è stata ufficializzata dal ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci.
La gioia del sindaco: “Solo lavorando insieme si riescono a ottenere risultati significativi”
Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, non nasconde la sua gioia per l’attribuzione a Ravenna di questo riconoscimento, istituito per valorizzare il ruolo delle comunità costiere, promuovere la cultura marittima e sostenere lo sviluppo delle attività economiche legate al mare.
“Finalmente non ci sono più dubbi che Ravenna sia una città di mare e non solo d’acqua – è il suo commento –. Questa vittoria è frutto di un percorso fortemente condiviso con i tanti attori del territorio, che ringrazio, così come ringrazio l’Ufficio Politiche Europee del Comune che ha redatto il dossier in poco più di un mese. Questo risultato è la dimostrazione di come solo lavorando insieme si riescano a ottenere risultati significativi“.
Per la mattinata di domani è stata indetta una conferenza stampa nella sala del Consiglio comunale.
Nell’occasione sarà presentato il dossier oltre ai protagonisti di questa candidatura “che, come ho avuto modo di dire, hanno dato vita a quello che abbiamo chiamato Tavolo del Mare, e che saranno il cuore di questa nuova e grandissima opportunità per la nostra città”.
I partecipanti al Tavolo del mare
Al Tavolo hanno partecipato Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di gestione per i parchi e la biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto tecnico industriale statale “Nullo Baldini”; Cestha (Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat) Aps; Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio nazionale tutela del mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta del progetto.
Le dichiarazioni istituzionali
“Grande soddisfazione per la proclamazione di Ravenna capitale italiana del mare 2026. È un riconoscimento importante, non solo per la città, ma per tutta l’Emilia-Romagna che valorizza una storia e una vocazione profondamente legate al mare e che rafforza il ruolo di Ravenna nel sistema marittimo nazionale”.
Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, commenta la designazione della città romagnola. “Ravenna è uno dei grandi porti italiani e uno dei principali punti di riferimento dell’economia del mare nel nostro Paese – prosegue il presidente -. Attorno al porto si è sviluppato negli anni un sistema fatto di imprese, lavoro, logistica, industria, energia e turismo, che rende questa città uno snodo strategico per l’Adriatico e per il sistema produttivo nazionale.
Saremo al fianco di Ravenna perché questa occasione diventi un’altra opportunità per rafforzare ulteriormente il porto, sostenere le filiere dell’economia del mare e valorizzare il lavoro e le competenze che qui si sono sviluppate negli anni.
“Questo grande risultato è il riconoscimento del valore strategico della proposta ravennate – sottolinea a sua volta Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio Ferrara-Ravenna – che ha saputo mettere in risalto tutti gli aspetti legati alla fruizione del mare. L’economia del mare, che ricordo a Ravenna vale 936,4 milioni di euro, conta 15.944 occupati e 2.549 imprese, coinvolge sempre di più settori innovativi, fonti energetiche rinnovabili, la biotecnologia, la logistica portuale avanzata, la ricerca scientifica per la salvaguardia degli ecosistemi marini fino alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale.
Insieme al sindaco di Ravenna Barattoni, che ringrazio per aver voluto cogliere con coraggio questa sfida, al presidente dell’Autorità Portuale Benevolo e alle altre istituzioni e soggetti della comunità ravennate, abbiamo riconosciuto la necessità di attuare ogni azione possibile per ampliare e valorizzare la conoscenza della nostra città e del nostro porto in una fase come quella attuale, estremamente importante e delicata soprattutto per il sistema portuale italiano.
Ora siamo chiamati a scrivere una nuova pagina per un progetto di visione”.














