Con il ritorno della primavera, riprende vigore “Radici Vive”, uno dei progetti del Rotary Club Faenza dedicato al benessere della terza età attraverso l’ortoterapia.

Seconda stagione per il service del Rotary

Dopo il debutto della scorsa primavera, il service si appresta a inaugurare la sua “seconda stagione” con una doppia anima: il consolidamento del successo ottenuto alla Residenza S. Umiltà di Faenza e l’espansione alla Residenza Santa Caterina e Don Ciani di Fognano.
Il progetto vede confermata la solida rete di partner territoriali: il Consorzio Agrario di Ravenna, l’Associazione Alzheimer Faenza e la società Primula.

Bentini (pres. Rotary Club Faenza): “Raddoppiamo l’impegno portando Radici Vive anche a Fognano”

“Il successo di Radici Vive risiede nella sua capacità di generare autonomia,” dichiara Alessandra Bentini, presidente del Rotary Club Faenza. “Vedere come gli ospiti di S. Umiltà abbiano curato e preservato il giardino delle aromatiche in questi mesi, rendendo necessari solo piccoli interventi di manutenzione, è la prova che abbiamo piantato qualcosa di profondo nel loro quotidiano.

Quest’anno raddoppiamo l’impegno portando questo modello a Fognano, convinti che l’inclusione debba toccare ogni angolo del nostro territorio, specialmente le aree più periferiche.” 

Cicognani: “L’orto terapeutico è un vero e proprio presidio sanitario”

Dello stesso avviso è il Dott. Giorgio Maria Cicognani, geriatra responsabile medico del Nucleo temporaneo demenze: 
“L’orto terapeutico non è un semplice abbellimento estetico, ma un presidio sanitario non farmacologico. Il contatto con la terra e la stimolazione sensoriale rallentano il decadimento cognitivo e riducono l’isolamento. I risultati osservati sui nostri ospiti sono straordinari: l’orto è diventato per loro un appuntamento vitale, un motivo di orgoglio e un esercizio di responsabilità che migliora visibilmente la qualità della vita.”

Il braccio operativo è ancora il Consorzio Agrario di Ravenna

Il Consorzio Agrario di Ravenna resta il braccio operativo fondamentale. Sotto la guida del direttore Massimo Masetti e il coordinamento tecnico di Veronica Bucci, Claudio Valmori e la preziosa collaborazione di Annalisa Tavazzani i lavori a terra inizieranno a fine mese.

“Essere partner di ‘Radici Vive’ significa per noi dare un senso concreto alla parola prossimità,” spiega Massimo Masetti, direttore del CAP Ravenna. “Quando parliamo di inclusione, non dobbiamo dimenticare gli abitanti delle zone più svantaggiate o periferiche: portare bellezza e stimoli a Fognano è un segnale di vicinanza doveroso.

Il progetto a Fognano

A Fognano, l’intervento sarà strutturato in tre fasi: una fascia di aromatiche lungo il muro per riqualificare l’estetica della struttura, un’aiuola “sensoriale” vicino alle panchine per chi sosta in giardino, e un’area d’ombra con rose rampicanti e ortensie.

A Santa Umiltà, invece, si procederà al ripristino delle aromatiche esistenti e alla nuova piantumazione degli ortaggi, integrando fiori utili all’ecosistema agricolo.

Un service che mira a ricucire il tessuto sociale

Il service “Radici Vive” non si ferma alla botanica, ma punta a ricucire il tessuto sociale. L’attenzione rivolta alle zone più svantaggiate, come sottolineato dal CAP Ravenna, dimostra che il Rotary intende l’inclusione come un atto concreto di vicinanza a chi è più fragile o geograficamente distante dai grandi centri.


La cura di un’aiuola diventa così metafora della cura della persona: un processo lento, costante e condiviso che trasforma un luogo di degenza in una casa viva. Con questa seconda stagione, il Rotary Club Faenza ribadisce il proprio impegno verso una comunità dove “invecchiare” non significhi perdere le proprie radici, ma vederle fiorire in una nuova, profumata stagione di vita.