Il Coordinamento dei Comitati torna a esprimere forte preoccupazione sul progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria, denunciando quella che definisce una situazione «inaccettabile».

Il tracciato cambia nuovamente, senza verifiche ambientali e analisi costi-benefici

Secondo quanto riportano i Comitati infatti, mentre sul piano politico si continua a sostenere che sul progetto «tutto è già deciso», sarebbe emerso un nuovo tracciato, mai presentato ufficialmente.

I Comitati sottolineano di essere ormai abituati a cambiamenti dell’ultimo momento: “negli ultimi due anni – sottolinea il Coordinamento -sono stati ipotizzati circa dodici diversi percorsi, tutti privi di verifiche ambientali e di una reale analisi costi-benefici.”

Secondo il Coordinamento, l’informazione pubblica su un progetto che interessa un’ampia area agricola del territorio sarebbe stata di fatto nascosta sia alla comunità che ai comitati stessi, che rivendicano il diritto di conoscere i dettagli dell’opera.

“Dopo il tavolo interistituzionale del 1° dicembre 2025, proseguono i Comitati, indicato come primo e unico incontro ufficiale, le analisi e le valutazioni sono proseguite attraverso incontri riservati tra le amministrazioni e tavoli tecnici, senza ulteriori momenti di confronto pubblico.

Il tracciato ipotizzato

Il tracciato più recente, che secondo i Comitati non sarebbe mai stato ufficializzato, va a modificare radicalmente quello presentato nella relazione conclusiva del dibattito pubblico di RFI del 25 luglio 2025.

“L’ipotesi prevede un alto viadotto in affiancamento allo storico sedime ferroviario, sopraelevato su piloni in cemento, fino a Toscanella. Da qui il percorso devierebbe verso l’autostrada, superandola all’altezza di Imola-Correcchio per poi proseguire a nord dell’autostrada verso San Prospero e raggiungere Solarolo. Una modifica dunque che dimostra come non ci sia nulla di definitivo e come il progetto continui a evolversi nel massimo riserbo.”

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Tra le motivazioni citate per questa variante vi sarebbe l’esigenza di evitare le vasche di espansione di Castel Guelfo, anche se – osservano i Comitati – non sarebbe chiaro come verrebbero affrontate criticità analoghe presenti in altre aree interessate dal possibile tracciato.

Dimensioni e costi dell’opera

I Comitati evidenziano inoltre le dimensioni molto rilevanti del cantiere che potrebbe derivare dal progetto: circa 40 chilometri di lunghezza, con una larghezza stimata fino a 300 metri.

Il costo complessivo indicato sarebbe di 3,6 miliardi di euro, pari a circa 100 milioni di euro per chilometro, “una cifra mai vista prima d’ora”.

“Questo quadruplicamento è un’opera paragonabile alla costruzione di una seconda autostrada a due corsie accanto a quella esistente, senza interconnessioni: un progetto sproporzionato ed assurdo che non ottiene gli stessi risultati di un’unica arteria combinata e riorganizzata.”

Il tema delle alternative tecnologiche

Un’altra critica riguarda la mancanza di un confronto sulle possibili alternative. In particolare i Comitati citano le tecnologie ERTMS, sostenute dall’Unione Europea e in fase di implementazione da parte dei gestori delle reti ferroviarie nazionali, tra cui RFI, con completamento previsto entro il 2031.

“L’introduzione di queste tecnologie – insieme a una razionale revisione del piano dei binari – consentono un significativo aumento della capacità ferroviaria senza consumo di suolo e con costi molto inferiori rispetto al quadruplicamento della linea, opera che potrebbe vedere la luce solo intorno al 2050.”

L’appello del presidente del TAR

Il Coordinamento dei Comitati richiama anche l’intervento del presidente del TAR Emilia-Romagna, Paolo Carpentieri, che nei giorni scorsi, durante l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, ha invitato a una maggiore attenzione verso i comitati per quanto riguarda l’accesso alla giustizia amministrativa.

Le richieste del Coordinamento

Alla luce della situazione descritta, il Coordinamento dei Comitati “chiede con insistenza:

l’apertura immediata di un confronto con i cittadini e un maggiore coinvolgimento dei comitati;

l’audizione di ingegneri ferroviari esperti indipendenti, autori di un documento tecnico risolutivo;

che venga presa in considerazione una nuova petizione, che ha già raccolto circa 1.500 firme.

“È surreale – concludono i Comitati – che la politica, con tutti gli elementi in mano, resti prigioniera di convenienze invece di riconoscere la verità.”