Si è aperta sabato 21 marzo a Palazzo San Giacomo la mostra Visioni di Moda. Figura e figurini di Giancarlo Utili, dedicata al lavoro nel campo della moda di Giancarlo Utili.

Una mostra dedicata a Giancarlo Utili

Scomparso prematuramente all’età di 40 anni nel 1992 a Parigi, Giancarlo Utili ha lasciato un patrimonio iconografico di migliaia di ‘figurini’ (i disegni che realizzano gli stilisti per comunicare la propria idea creativa), realizzati per le grandi case di moda negli anni ’80 (Etro, Balenciaga, Gattinoni, Adidas, Ungaro, La Viola, Tarlazzi, Caliceti, Caroll Tricot, France Andrevie, Fuzzi, Bullit, Dejac).

Eccentrico e geniale ma al tempo stesso schivo e riservato, la sua storia professionale è raccontata attraverso una serie di installazioni interattive che custodiscono gli oggetti che lo hanno accompagnato nei pochi anni della sua vita.

Grande la partecipazione del pubblico, che ha riempito le sale al pianterreno di Palazzo San Giacomo “vestite” dal suggestivo allestimento a cura di Gianni Zauli e Claudio Ballestracci.

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Le dichiarazioni di Valentina Palli e Donata Utili

«È un’emozione e un piacere – ha commentato la sindaca Valentina Palli ringraziando il pubblico – vedervi così numerosi. Ritengo che questa ampia partecipazione sia frutto del riconoscimento del genio, del lavoro, della caparbietà, dei successi ottenuti da Giancarlo Utili nella sua pur breve vita, ma ritengo che in maniera altrettanto significativa questa partecipazione sia il frutto dell’amore incondizionato e della dedizione che riconosciamo a Donata e quindi della stima e dell’affetto che ci legano a lei.

Questa mostra rappresenta un percorso di estrema delicatezza, perché entra in modo appropriato nel ricordo vivo di qualcuno che ci ha lasciato. Ricordare un fratello scomparso con una mostra che si regala alla città è un potentissimo atto emotivo e gesto d’amore. Di questo ringraziamo Donata».

Donata Utili ha poi saputo prendersi la scena con un appassionato e ricco discorso di ringraziamenti, per quanti hanno contribuito a un lavoro di ampio respiro e durato alcuni anni. Un allestimento di cui si è iniziato parlare ancora nel 2021 e che si è potuto realizzare “grazie a sindaco, vice sindaco, i responsabili Piera Ghirardini, Fabrizio Sermonesi, Marcella Domenicali e gli operatori dell’Ufficio Cultura Martina, Michele e Adele, tutti disponibili, attenti, che incarnano cosa deve essere un servizio pubblico”.

Ricordata anche Licia Castellari, Utili è passata a citare l’ottimo contributo dell’Archivio di Ricerca Mazzini sulla moda di Massalombarda, (“fra i più grandi in Europa”, ha sottolineato Donata) e del professor Fabriano Fabbri della sede riminese dell’Università di Bologna, docente di “Stili e arte del Contemporaneo”. Fabbri si è adoperato, tra l’altro, per una collana di libri sulla moda. E la storica dell’arte e anche lei docente a Rimini Valentina Rossi che ha realizzato il volume “Vestire a matita”, sui figurini in generale e sull’opera di Giancarlo Utili, che sarà presentato a Russi il prossimo 11 aprile.

Il plauso di Donata è poi andato ai curatori Gianni Zauli e Claudio Ballestracci, da mesi impegnati nella scelta di cosa esporre e nell’allestimento vero e proprio. E poi a un gruppo di amici del fratello che gli erano accanto a Parigi e che sabato, all’inaugurazione a Russi c’erano: Patrizia Pilotti originaria di Russi, Paola Valentini da Modigliana, Patrizia Zeri da Udine, Laetitia Cadiou da Losanna e Francois Aveyra da Marrakech.

“Tornando a casa, – ha detto Donata – Giancarlo poggiava la borsa e telefonava a Gianni Errani e Roberto Scaini“, due architetti con cui condivideva tempo e idee. Ma faceva lavorare anche artigiani di Russi. Calzolai, sarte, rilegatori, ecc. senza dimenticare la Laila, nonna della Palli. E per concludere, Donata ha svelato di essersi presentata, per l’occasione, con vestiti ideati e propri del fratello e che conserva nel proprio guardaroba, assieme a quel migliaio e oltre di disegni che si possono, in parte, vedere a Palazzo San Giacomo.

Sabato 11 aprile il primo evento speciale

Il primo evento speciale collegato alla mostra è in programma sabato 11 aprile 2026, alle ore 17. Si tratta della presentazione del volume Vestire a matita: il disegno della moda dagli anni ’70 ad oggi (edizioni Mimesis), a cura di Valentina Rossi.

Il volume ricostruisce la storia del figurino di moda come prima traduzione concreta dell’idea creativa, seguendone le metamorfosi dal secondo dopoguerra a oggi. Se nell’alta moda il disegno aveva soprattutto una funzione illustrativa e promozionale, con l’avvento del prêt-à-porter esso si riconfigura come strumento progettuale e tecnico, parte integrante dei processi industriali. L’indagine esplora un ambito ancora poco studiato – i figurini legati alla produzione seriale – attraverso fonti d’archivio come il CSAC di Parma e importanti raccolte aziendali (Max Mara, Antonio Marras, Massimo Osti).

Inteso come “cenno progettuale”, il figurino è analizzato nelle sue tipologie e funzioni e messo in relazione con arti visive, design e architettura. Con percorsi storici, tematici e monografici su Albini, Lagerfeld, Moschino e Armani, il libro restituisce al disegno la sua centralità come dispositivo culturale, capace di intrecciare immaginario e tecnica e di collocare la moda nel più ampio panorama delle pratiche artistiche contemporanee.

Interverranno l’autrice, Valentina Rossi, e Fabriano Fabbri, direttore della collana “Cultura, moda e società” edita sempre da Mimesis e ideatore della mostra.

La mostra, a ingresso libero, proseguirà fino al 21 settembre 2026 a Palazzo San Giacomo, in Via Carrarone, Russi.

Gli orari di visita

21 marzo-31 maggio: sabato 10-12 e 16-19; domenica 16-19
1 giugno-31 luglio: venerdì 17-20; sabato 10-12 e 17-20
18-21 settembre: venerdì e lunedì 17-20; sabato e domenica 10-12 e 17-20

a cura di Giulio Donati