Un progetto di ricerca storica e culturale che diventa esperienza di cittadinanza attiva. Sabato 28 febbraio, nella Sala Mostre del Museo del Risorgimento e dell’Età contemporanea, nella cornice istituzionale di Palazzo Laderchi, ha aperto al pubblico la terza esposizione promossa dagli studenti della classe Quarta A dell’indirizzo Artistico del Liceo Torricelli-Ballardini.

Il valore civico dell’iniziativa

L’iniziativa, guidata dal professor Michele Orlando, si inserisce tra le proposte culturali rivolte alla città e alla comunità scolastica ed è parte del progetto regionale “conCittadini”, al quale il liceo faentino ha aderito con convinta partecipazione.

All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco di Faenza Massimo Isola, la presidente dell’associazione Sos Donna Silvia Dal Pane e il consigliere regionale Niccolò Bosi, in rappresentanza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

Gli studenti hanno condiviso con il pubblico le riflessioni maturate nel corso del lavoro preparatorio, restituendo alla comunità il risultato di un percorso di approfondimento che si configura come un’autentica esperienza di cittadinanza culturale.

La presenza della presidente Dal Pane ha conferito all’iniziativa un significativo spessore etico e civile, richiamando il ruolo fondamentale di Sos Donna quale presidio territoriale impegnato nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, oltre che nella promozione di percorsi di tutela, ascolto e accompagnamento delle persone più vulnerabili.

Una mostra per ricostruire la memoria storica femminile

Concepita in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’esposizione si presenta come un articolato percorso critico di ricostruzione della memoria storica e di riflessione sui paradigmi culturali che, nel tempo, hanno governato la trasmissione e la legittimazione del sapere.

Attraverso un itinerario documentato e rigoroso, la mostra restituisce voce e visibilità a donne che hanno inventato, scoperto, progettato, scritto e teorizzato, contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della scienza, dell’arte, della letteratura e della cultura, ma il cui apporto è stato spesso marginalizzato o rimosso dalle narrazioni ufficiali.

Il cuore dell’esposizione risiede nella biografia al femminile come strumento di ricostruzione della memoria. Realizzata dal Collettivo di Catania RivoltaPagina, raccoglie le storie di oltre 50 donne dimenticate che hanno offerto contributi decisivi alla scienza, alla fisica, alla letteratura e alla cultura tra Medioevo ed età contemporanea. Un lavoro che intende abbattere gli stereotipi di genere e restituire onore e memoria a figure escluse dai libri di storia.

Dalla scienza all’arte: figure di eccellenza dimenticate

Non si tratta di una rassegna celebrativa, ma di un’operazione di restituzione e di giustizia epistemica. Le biografie presentate, talvolta segnate da esclusioni accademiche, ostacoli istituzionali o indebite appropriazioni del merito, mostrano come l’accesso femminile ai luoghi di produzione e riconoscimento del sapere sia stato storicamente limitato.

Esemplare è la vicenda della scienziata Rosalind Franklin, il cui contributo alla comprensione della struttura del DNA fu determinante, senza tuttavia ricevere in vita un riconoscimento proporzionato al valore della scoperta.

Tra le figure ricordate emergono personalità di rilievo come la pittrice seicentesca Giovanna Fratellini, la matematica e filosofa francese Émilie du Châtelet e la critica d’arte e teorica Carla Lonzi, accanto a numerose altre protagoniste della cultura e della scienza.

Le loro vicende permettono di riportare alla luce un patrimonio intellettuale sommerso e di interrogare i silenzi che hanno contribuito a tramandare un’immagine parziale del passato.

Le storie raccontate compongono un tessuto complesso che attraversa ambiti fondamentali della conoscenza e della creazione umana: scienziate impegnate nello studio della materia, giornaliste capaci di interpretare il proprio tempo, letterate, artiste, progettiste e designer che hanno inciso concretamente sulla vita quotidiana.

Un doppio obiettivo educativo e culturale

L’obiettivo dell’esposizione è duplice: ricomporre il tessuto lacunoso della memoria storica, reintegrando figure escluse dalla narrazione ufficiale, e offrire alle nuove generazioni modelli plurali di eccellenza e competenza, affinché il futuro possa configurarsi come uno spazio realmente condiviso e libero da stereotipi.

La mostra è visitabile fino al 15 marzo nelle giornate di domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Per le scuole è prevista la possibilità di apertura su appuntamento in orario mattutino, contattando il numero 320 4325250.