Una serata di cinema e confronto con il pubblico è in programma a Faenza, dove il regista Stefano Mordini sarà presente in sala per accompagnare la proiezione del suo film La lezione, dialogando con gli spettatori e raccontando il percorso creativo che ha portato alla realizzazione dell’opera.
Appuntamento per sabato 14 marzo
Sabato 14 marzo alle 21 il Cinema Italia di Faenza ospiterà una proiezione speciale del film La lezione, alla presenza del regista Stefano Mordini, di origini marradesi, che sarà in sala per incontrare il pubblico e dialogare con gli spettatori prima e dopo la proiezione.
L’iniziativa si inserisce nella regolare programmazione del film nella sala gestita dal circuito Cinemaincentro e rappresenta un’occasione particolarmente significativa per vedere l’opera arricchita da un momento di confronto e approfondimento.
La presenza del regista offrirà infatti agli spettatori la possibilità di scoprire da vicino il percorso creativo del film, i retroscena della sua realizzazione e le scelte narrative e stilistiche che ne hanno guidato la costruzione.
Un film tra giustizia, responsabilità e relazioni di potere
Il film, che vede tra gli interpreti Stefano Accorsi e Matilda De Angelis, affronta una vicenda complessa e densa di implicazioni morali e sociali.

Al centro del racconto c’è Elisabetta, un’avvocatessa triestina chiamata a difendere un professore universitario accusato di violenza sessuale. Dopo essere stato reintegrato nel proprio incarico, l’uomo si rivolge nuovamente a lei chiedendole assistenza legale per intentare causa contro l’università, ritenuta responsabile di averlo progressivamente relegato a ruoli marginali all’interno dell’istituzione.
Quello che inizialmente sembra un incarico professionale come molti altri si trasforma però in un caso sempre più complesso e delicato, che costringe la protagonista a confrontarsi con zone d’ombra, interrogativi etici e tensioni personali.
Un thriller che invita alla riflessione
Attraverso la narrazione di un thriller teso e rigoroso, La lezione si muove sul terreno ambiguo tra verità e percezione, giustizia e responsabilità, ponendo allo spettatore interrogativi profondi sulla natura dei rapporti di potere, sulle dinamiche del consenso e sul ruolo delle istituzioni.
Il film costruisce così una parabola che mette al centro il dubbio e la complessità delle relazioni umane, evitando semplificazioni e invitando il pubblico a interrogarsi sui molteplici livelli di una vicenda al tempo stesso nera e profondamente umana.














