Domenica 22 marzo, alla Parrocchia di Santa Maria del Rosario in Errano si è tenuto un incontro con monsignor Erio Castellucci, arcivescovo della Diocesi di Modena – Carpi e Vicepresidente della Cei.
Il tema che ci ha accompagnato nel pomeriggio è stato sulle tentazioni delle famiglie al giorno d’oggi, focalizzando l’attenzione su 3 punti:
- La tentazione dei beni
- La tentazione del potere
- La tentazione dello strumentalizzare di Dio
“La tentazione è la conseguenza dell’attrazione verso un dono. Di per sé non è un male, ma può diventare tentazione quando si strumentalizzano questi beni verso un fine che non è evangelico.”
Sul primo punto, nonostante la necessità di avere dei beni di prima necessità e non, senza i quali sarebbe complicata anche la nostra esistenza, bisogna porre attenzione affinché non diventino esse stesse tentazioni; ovvero quando mettiamo le cose al prima posto, quando ci circondiamo di tutto quello che è superfluo; diventando quasi maniacali nel possedere, dipendenti e schiavi. In questo senso è esemplare la novella di Verga “La roba”. Il rischio è mettere le cose davanti ai valori e alle persone. Lo stesso denaro, così necessario per una vita dignitosa, è stato definito “ottimo servitore, ma cattivo padrone”. Tutto questo succede anche in famiglia, quando ogni membro mette al prima posto i propri impegni, il proprio tempo e non trova neanche un attimo per fermarsi e condividere.
E’ curioso vedere come rispetto alla stessa domanda posta cinquant’anni fa ai giovani su quale fossero le cose più importanti per la vita, oggi come allora al primo posto rimane la famiglia, ma il lavoro, che un tempo era al secondo posto, oggi è al quinto. Le giovani generazioni mettono davanti alcune dimensioni (volontariato, servizio, condivisione) che possano come “colorare” la vita.

Sul secondo punto, Mons. Erio si è soffermato sulle relazioni; quando uno vuole tenere le redini o pretendere dagli altri usando il proprio potere. In famiglia spesso i genitori cadono in questa trappola: ricattando i propri figli, non rispettando le loro inclinazioni naturali. Spesso i genitori hanno quel potere così sottile da mettere in crisi i ragazzi stessi, attraverso sensi di colpa o vergogna. La stessa pericolosa dinamica si può vivere all’interno della vita di coppia, attraverso i quali si esercita il potere sul coniuge.
Per quanto riguarda la tentazione dello strumentalizzare Dio, questo succede quando si frutta la propria affinità con Dio a proprio vantaggio. In questo tempo diventa drammaticamente esemplare l’utilizzo del nome di Dio o dei termini religiosi per giustificare azioni di guerra; quale esempio grande abbiamo oggi, se non quello delle guerre (più di 50 guerre nel mondo); in Israele, la guerra è per molti stata vista come l’attesa della venuta del Messia; in Ucraina, lo stesso patriarca russo ha scusato e promosso la guerra sempre a nome di Dio.
Allora noi, investiamo del tempo in questo periodo di Quaresima, prepariamoci a vivere la Settimana Santa con un vero coinvolgimento del cuore e della vita. Siamo chiamati a ripercorrere, giorno dopo giorno, i momenti culminanti della passione e morte di Cristo, per giungere, con l’animo rinnovato, alla gioia della risurrezione. Non dobbiamo essere meri spettatori distanti, ma veri discepoli che imparano dal Maestro!
Viviamo perciò con Gesù tutti i suoi passi e consegniamogli giorno per giorno la nostra vita, sapendo che Dio ci ha amato fino alla morte, imparando da Lui la totalità e la fedeltà dell’amore.














