Sabato 28 febbraio è deceduto, all’età di 97 anni, presso l’infermeria dei frati cappuccini toscani, a Montughi in provincia di Firenze, frate Giovanni Liverani

Originario di Modigliana, Liverani era il decano dei Frati Minori Cappuccini in Toscana

Liverani era il decano della Provincia Toscana dei Frati Minori Cappuccini. Il suo nome da religioso era Ilarino e calzava a pennello, visto il suo carattere gioviale e francescanamente sereno. Molti a distanza di decenni lo ricordavano ancora con questo nome.

Nato a Modigliana il 30 agosto del 1928, fu battezzato nella chiesa di San Bernardo il 31 agosto 1928.  I suoi genitori erano contadini e abitavano nel podere Pantera in via dei Frati, 19.

Quando Giovanni, a 12 anni entrò in seminario a Poppi, la famiglia si trasferì nel podere Vicchio sotto Brola, sempre in via dei Frati. 

Giovanni era un romagnolo di indole, grande lavoratore, ha attraversato i cambiamenti della Chiesa e dell’Ordine a cui apparteneva. 

Era sacerdote da 74 anni

Era sacerdote da 74 anni. Fu infatti ordinato l’8 marzo 1952 a Firenze dal vescovo Settimio Peroni, iniziò il suo ministero come insegnante dei giovani frati nel seminario di Ponte a Poppi, in provincia di Arezzo.

Nel 1969 arrivò in Maremma, inviato con altri confratelli nella parrocchia di Castiglione della Pescaia. Vi rimase per undici anni, un periodo che segnò profondamente lui e la comunità.

Furono anni intensi, vissuti accanto agli anziani, ai bambini, alle famiglie. Un legame che non si sarebbe mai spezzato. Non è un caso che nel 2022 abbia scelto proprio Castiglione per celebrare i 70 anni di sacerdozio

Fu una grande festa quella che la comunità costiera gli riservo’ in segno di gratitudine, stima e di un’amicizia spirituale mai interrotta, nonostante i molti luoghi che, dopo la Maremma, coinvolsero p. Giovanni: Livorno, nella parrocchia di Borgo Cappuccini, Arcidosso, Pontedera e poi in due diversi periodi l’eremo di Montecasale.

E’ qui che P. Giovanni ha dimorato fino ad un anno fa circa, quando problemi di salute spinsero i superiori a disporne il trasferimento nell’infermeria provinciale di Firenze, dove si è spento serenamente, così come ha vissuto la sua vocazione francescana. 

Il ricordo del vescovo di Castiglione e l’eredità spirituale

Durante la celebrazione del 2022 a Castiglione, il vescovo Giovanni Roncari, che era stato suo allievo, lo definì così: «Un frate felice della sua vocazione, a cui quel saio sta proprio bene».

Parole che riassumono una vita interamente dedicata al Vangelo e alle persone. I rapporti tra i due non si erano mai interrotti, così come non si era mai interrotto il filo che legava padre Ilarino alla Maremma.

Quell’«arrivederci in paradiso» pronunciato tre anni fa oggi appare come il distillato di un’esistenza nella quale Dio ha sempre avuto il primo posto.

Il ricordo dei nipoti a Claudio e Giuliano Porcellini

“Padre Giovanni Liverani, nato vicino al convento di Modigliana si intrufolava di nascosto all’interno per osservare i frati e seguire le loro attività. All’età di 4 anni ribadì con fermezza ai genitori “io da grande voglio essere come loro”. All’età di 12 anni (8/01/1940) entrò in seminario a Poppi e celebrò la prima messa l’8 marzo 1952 col nome di Padre Ilarino da Modigliana (nome che terrà fino al 1971).

A proposito di date e numeri ricorrenti nell’arco della sua vita era solito ricordare le “combinazioni” che Dio aveva combinato nella sua vita e lo ringraziava perché lo aveva creato, fatto cristiano e padre cappuccino.

Ha trascorso la sua vita nei vari conventi toscani e dal 2007 all’eremo di Montecasale e amava raccontare gli episodi legati alla vita di S. Francesco, proprio in quel convento;

– i cavoli piantati con le radici “all’insù” per saggiare lo spirito di obbedienza di due giovanotti;

– i 3 ladroni e la loro conversione,

– le reliquie che dovevano reperire e portare in chiesa i frati, ma si dimenticarono e le ritrovarono poi sull’altare del convento.

Padre Giovanni, era un uomo semplice, gioioso e umile e soprattutto felice della sua vocazione; orgoglioso di indossare quel saio con il cappuccio, che usava scherzosamente per spaventare noi nipoti (fino alle ultime generazioni) coprendosi il viso!

Il suo saluto “pace e bene!” il suo sguardo giovane e gioioso e l’energia positiva non gli sono mai mancati neanche quando il suo corpo ha cominciato a dare qualche segnale di cedimento.

Rimarrà sempre nei nostri cuori.

PACE E BENE!”

Sono numerosi i nipoti e altri parenti di padre Giovanni Liverani, che vivono ancora a Modigliana. Quando veniva ospitato dai parenti per qualche giorno,  non mancava di svolgere il suo  ministero con dedizione, anche in parrocchia a Modigliana. Per questo anche i modiglianesi gli sono riconoscenti e si uniscono al dolore della famiglia. 

La Messa di esequie, molto partecipata, è stata celebrata lunedì 2 marzo nella chiesa dei Cappuccini a Montughi (Firenze).