Dopo le polemiche e le accuse del dopo gara di Seconda categoria girone M tra Mezzano e Faventia, del 28 febbraio scorso, il Mezzano, con un lungo comunicato, ha deciso di disputare le ultime tre partite in casa a porte chiuse, senza sostenitori.
L’antefatto: le accuse razziste e le minacce ai danni del Faventia
Dopo la partita di sabato scorso, il big match del girone M di Seconda categoria vinto dal Mezzano sul Faventia per 2-0, la società ospite, sul suo sito ufficiale, denuncia a una ventina di minuti dall’inizio della partita “l’ingresso in tribuna di una quarantina di personaggi con felpe nere autoproclamatisi ‘Curva Duri’ o ‘Brigata duri’ che non hanno trovato di meglio da fare che dedicarsi unicamente a insulti (anche di matrice razzista) e minacce” nei confronti dei tesserati della squadra ospite e dei faentini presenti.
Nel suo comunicato il club manfredo prosegue sostenendo che “al seguito c’erano otto ragazzini (figli di giocatori e compagni delle squadre giovanili) con tamburo e bandiera che a metà del secondo tempo, dopo essere stati continuamente e ripetutamente insultati e minacciati sin da inizio partita, sono stati aggrediti dai sedicenti Duri”.
Per il Faventia tutto questo sarebbe avvenuto “sotto gli occhi accondiscendenti della Società Mezzano”, scrive sul proprio sito.
La posizione e l’autopunizione del Mezzano
Il Mezzano affida la sua posizione ufficiale in merito a questa vicenda con un post sul proprio profilo Facebook, in cui si legge che “dopo un lungo percorso durato mesi, volto alla sensibilizzazione e alla presa di coscienza di una parte dei nostri sostenitori che, occasionalmente, durante la stagione ha fatto incorrere la società in situazione spiacevoli e multe, e dopo aver cercato di mettere in campo tutte le azioni rientranti nelle nostre limitate possibilità, la società ASD Mezzano comunica che le ultime tre giornate casalinghe del campionato di Seconda Categoria saranno disputate a porte chiuse.
Alla luce dei reiterati comportamenti di una parte dei nostri sostenitori, comportamenti che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport, con lo spirito sportivo e con il tifo sano, la Società, dopo aver acquisito diverse consulenze, ritiene di non disporre più degli strumenti necessari per fronteggiare il fenomeno ed è pertanto giunta a questa sofferta decisione”.
Il club mezzanese ci tiene a ribadire che “nessun tesserato della Società fa parte parte di questo gruppo di tifosi organizzato e che la società ha sempre e solo cercato una mediazione con loro atta a ridurre gli episodi spiacevoli a loro imputati. L’ASD Mezzano e l’intera comunità di Mezzano non può essere accostata a comportamenti incivili a causa di un numero limitato di soggetti e per non esserne ostaggio è costretta, vista la situazione attuale, a prendere questa decisione sofferta e di difficile gestione.
Siamo pienamente consapevoli che la scelta adottata rappresenta una sconfitta per lo sport, per la nostra Società e per l’intera collettività locale, andando in parte contro i principi statutari di socializzazione, integrazione e accoglienza. Tuttavia, nelle condizioni attuali, riteniamo che non vi fossero altre alternative che non abbiamo già messo in campo nei mesi passati.
Al lavoro per garantire il ritorno del pubblico il prima possibile
La Società continuerà a lavorare, in concerto con le autorità locali e la federazione, affinché si possano quanto prima ripristinare le condizioni per un ritorno del pubblico nel rispetto dei valori dello sport nella prossima stagione”, conclude il comunicato del Mezzano che, a tre punti dalla vetta occupata dal Faventia e a sei giornate dalla fine del campionato, disputerà a porte chiuse le gare casalinghe contro Real Voltanese, Lugo e Brisighella.
Sul suo terreno, la formazione ravennate vanta un bilancio di 7 vittorie, due pareggi e una sola sconfitta.














