Un anno per capire meglio se stessi, mettersi alla prova e incontrare gli altri. È l’esperienza che stanno vivendo Adela e Francesco, entrambi ventenni, impegnati da maggio 2025 nel servizio civile alla Caritas diocesana di Faenza-Modigliana, all’interno dell’Ufficio Educazione alla mondialità. Due percorsi diversi, ma una scelta simile. Adela è studentessa di Scienze dell’educazione, dopo aver frequentato l’indirizzo grafico all’Oriani. «Cercavo qualcosa da affiancare all’università – racconta – e una professoressa mi ha parlato del servizio civile. Mi sono buttata, anche per capire meglio cosa volevo fare». Francesco, invece, dopo il liceo delle scienze umane ha deciso di prendersi un anno prima dell’università: «Volevo iniziare un primo approccio per entrare nel mondo del lavoro. A scuola avevo sentito parlare di questa opportunità e ho deciso di provarci».

I laboratori nelle scuole e la Fiera del Baratto

Azioni per il cambiamento 1

Il loro impegno si concentra soprattutto nei laboratori nelle scuole, rivolti in particolare agli studenti delle superiori. I temi sono attuali e vicini ai giovani: le relazioni, l’uso dei social, la sostenibilità. Accanto a questo, collaborano all’organizzazione di eventi – tra cui la prossima Fiera del Baratto – e a realtà del territorio come il progetto sartoriale Dress Again e l’orto condiviso Terra Condivisa. «I laboratori sono la parte più bella – racconta Adela – soprattutto quando abbiamo iniziato ad andare nelle scuole. Ogni classe è diversa, ma si impara molto anche dai ragazzi». Un’esperienza che, per entrambi, è stata anche una palestra personale. «All’inizio osservare non è semplice come sembra – aggiunge Francesco – ci vuole attenzione per cogliere le dinamiche tra gli studenti». La vicinanza di età con i ragazzi coinvolti rende l’esperienza ancora più significativa. «Mi ha colpito vedere le cose dall’altra parte – dice Adela – perché fino a poco tempo fa ero io su quei banchi». Nei laboratori emergono anche fragilità: «Si notano dinamiche di esclusione, ragazzi più timidi che restano ai margini», osserva. Particolarmente sentito il tema dei social. «Non si tratta di demonizzarli – spiegano – ma di aiutare a usarli con consapevolezza». E i giovani, spesso, dimostrano già una certa maturità: «Molti conoscono i rischi perché li hanno vissuti in prima persona». Allo stesso tempo, emerge quanto i social possano influire sull’autostima, soprattutto rispetto agli standard estetici.

Attività anche alla sartoria sociale Dress Again

Accanto ai laboratori, le esperienze sul territorio hanno lasciato il segno. A Dress Again, il negozio di abiti usati gestito anche da persone in difficoltà, Adela ha apprezzato soprattutto il contatto umano: «Ci sono persone che entrano anche solo per parlare». Francesco sottolinea invece il valore sociale del progetto: «È un modo per dare opportunità e favorire l’autonomia».

Un’esperienza formativa e divertente

Un anno che non è stato privo di difficoltà. «Parlare in pubblico all’inizio mi metteva in crisi», ammette Francesco. «Anche le formazioni iniziali sono state impegnative». Ma proprio da queste fatiche nasce la crescita: «Ho capito che trattenersi non serve: bisogna buttarsi». Anche per Adela il cambiamento è evidente: «Ero molto timida, ora mi metto in gioco di più. Ho iniziato anche a co-condurre i laboratori: è una soddisfazione».

Se dovessero riassumere l’esperienza in tre parole, scelgono “formativa”, “veloce (nel senso che il tempo passa velocissimo)” e “divertente”. Ma soprattutto, un’occasione unica: «È un’esperienza che fai una volta nella vita – dicono – e comunque vada ti lascia qualcosa. Ti aiuta a capire quale strada vuoi prendere». Uno sguardo nuovo sul mondo e su se stessi, nato dentro un anno di servizio che, giorno dopo giorno, diventa incontro e crescita.

I progetti 2026

servizio civile caritas gruppo

Per conoscere i progetti 2026 del servizio civile per giovani dai 18 ai 28 anni presso la Caritas di Faenza-Modigliana, leggi qui. La scadenza per partecipare è l’8 aprile. Chi vuole vivere un’esperienza simile a quella di Adela e Francesco si può candidare per il progetto “Azioni per il cambiamento”, 3 posti presso l’Ufficio Educazione alla Mondialità in via d’Azzo Ubaldini 13 a Faenza.