Su Il Piccolo inauguriamo una nuova rubrica dedicata alla storia delle elezioni comunali di Faenza, dal 1920 ai giorni nostri. Un percorso che nasce grazie al prezioso contributo di Andrea Piazza e Mattia Randi, che hanno curato ricerca, analisi e approfondimenti con rigore, passione e competenza storica.

L’idea è semplice, ma ambiziosa: rileggere le elezioni più significative della storia faentina, mettendo a fuoco non solo i risultati numerici, ma anche il clima politico, le campagne elettorali, le posizioni dei leader locali, le dinamiche territoriali del voto e la specificità di Faenza come “laboratorio politico”. Perché dietro ogni percentuale ci sono volti, scelte, tensioni, speranze. E c’è una città che, di volta in volta, ha deciso la propria direzione.

La rubrica si inserisce in un momento particolare: nel maggio 2026 Faenza tornerà alle urne per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale. Guardare al passato non è un esercizio nostalgico, ma un atto di responsabilità. Conoscere le stagioni politiche che hanno attraversato la nostra comunità aiuta a comprendere meglio anche le sfide di oggi.

Accanto agli articoli di analisi – corredati da dati, statistiche e confronti – proporremo interviste a protagonisti delle diverse epoche, per restituire uno sguardo personale e diretto sulle vicende che hanno segnato la vita amministrativa della città. Sarà un modo per intrecciare memoria e testimonianza, numeri e racconti.

Il primo appuntamento è dedicato alle elezioni del 1920, che segnarono la vittoria del Partito Popolare e portarono all’elezione a sindaco di Antonio Zucchini. Un passaggio cruciale, in un’Italia attraversata da profonde tensioni sociali e politiche, che anche a Faenza lasciò un segno importante. Da lì prenderà avvio il nostro viaggio. Crediamo che un giornale diocesano, radicato nella vita della città, abbia anche questo compito: custodire la memoria, offrire strumenti di lettura, favorire una partecipazione consapevole. Con l’attenzione a ciò che ha costruito – e talvolta messo alla prova – la nostra comunità civile.

Invitiamo i lettori a seguirci in questo percorso. Sarà un cammino nella storia di Faenza, tra urne e piazze, comizi e programmi, cambiamenti e continuità. Perché la democrazia non vive solo nel momento del voto, ma anche nella capacità di ricordare da dove veniamo.

Samuele Marchi

Foto: Benigno Zaccagnini durante un comizio a Faenza, 1946. (Fototeca Manfrediana)

Le puntate

Elezioni 1920 – Quando Faenza divenne “isola bianca”