“Il conflitto in crescita rischia di sfociare in una guerra regionale più ampia”. Con queste parole monsignor Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), ha chiesto agli Stati Uniti, all’Iran e all’intera comunità internazionale di tornare al dialogo e di percorrere ogni strada verso una pace giusta e duratura.
Auspicato un ritorno “al coinvolgimento diplomatico multilaterale”
Facendo proprie le parole di Papa Leone XIV – che all’Angelus di ieri, domenica 1° marzo, ha invitato a fermare “la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile” e a promuovere “il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia” – il presule ha rivolto “un appello accorato a tutte le parti coinvolte perché la diplomazia riacquisti il suo ruolo” e ha chiesto “una cessazione della spirale della violenza” e un ritorno al “coinvolgimento diplomatico multilaterale”.
L’invito a pregare per la pace in Medio Oriente
Monsignor Coakley ha quindi invitato “i cattolici e tutti gli uomini di buona volontà a continuare le ardenti preghiere per la pace in Medio Oriente, per la sicurezza delle truppe e degli innocenti”, affidando il mondo all’intercessione di Maria, “Regina della pace”. R.B. – Sir














