Venerdì 27 marzo, dalle 18 alle 24, il liceo classico Torricelli di Faenza apre le sue porte per la XII edizione della Notte nazionale dei licei classici, trasformando aule e cortili in luoghi di incontro, creatività e riflessione.
Una scuola che si apre e si reinventa

Il liceo classico non è una scuola d’élite, ma un ambiente dinamico, inclusivo, moderno. Ci tengono a ribadirlo gli studenti del Torricelli, che anche quest’anno apre le porte alla città grazie alla Notte nazionale, con tanti eventi organizzati dai ragazzi e un giardino interno rinnovato.
«È un diverso modo di fare scuola – spiega la professoressa Francesca Monti – perché qui attività e iniziative nascono direttamente dal lavoro svolto in classe e dal curriculum degli studenti». La principale novità di quest’anno è la riqualificazione del giardino interno dell’istituto. «L’anno scorso abbiamo autofinanziato e risistemato il giardino e quest’anno il Comune ci ha dato dei finanziamenti per aggiungere delle nuove piante e delle panchine», spiegano Paola Fabbri e Paola Laghi, studentesse della 5ª C. Il giardino sarà inaugurato proprio all’inizio della serata, diventando uno spazio restituito alla scuola e alla comunità. «È molto bello vedere i ragazzi prendersi cura degli spazi che vivono – precisa l’assessora alla Scuola Martina Laghi -. Questo progetto rappresenta una vera educazione alla cittadinanza».
Le novità dell’edizione 2026 tra installazioni e attività diffuse
Accanto al giardino, sono diverse le novità di quest’anno, tutte nate dall’iniziativa degli studenti. Tra queste, l’installazione «Claustrum dentro e mai più fuori», realizzata dalla 4ª C e dedicata al tema del carcere: «in quarta si studia il tema del carcere e quindi abbiamo scelto di rappresentarlo», spiegano le studentesse. Non manca poi il rafforzamento delle attività laboratoriali e interattive, pensate per coinvolgere il pubblico in modo diretto: giochi ispirati al mondo classico, ma anche proposte originali come «L’oca Infernale», dedicato all’Inferno di Dante, segno di un dialogo continuo tra tradizione classica e letteratura italiana. E’ invece una riconferma il rapporto con le scuole primarie. Quest’anno una trentina di giovanissimi della primaria San Rocco verrà proiettata indietro di duemila anni. Gli studenti del classico diventeranno per un giorno insegnanti accompagnando i più piccoli «nei primi passi alla conoscenza del mondo classico». Al posto do carta, penna e computer ci saranno tavolozze in legno rivestire di cera, fabbricate da un papà falegname
Un’attenzione speciale è stata dedicata anche all’immagine dell’evento, con una copertina simbolica: «rappresenta un bambino all’interno di un sole, sotto cui ci sono le guerre… è un segno di speranza rispetto a un mondo che sta andando un po’ a scatafasci, ma che possiamo migliorare» spiegano Paola Fabbri e Paola Laghi,.
Musica, teatro e tradizione: un programma costruito dai ragazzi
La struttura della serata resta fedele a una formula consolidata: dopo l’apertura alle 18 e la premiazione del concorso «Un racconto da prima pagina», si susseguono attività senza interruzione fino a mezzanotte. Grande spazio a musica e spettacolo, con generi che spaziano «dallo swing al jazz, al soul», accanto al coro del liceo, presenza stabile e identitaria. La danza coinvolgerà direttamente il pubblico grazie alla partecipazione di realtà del territorio, mentre il teatro vedrà in scena spettacoli come «Omnia Mutantur – Tutto cambia», «I volti dell’amore» ed «Episteme», con il coinvolgimento di tutte le classi, comprese le prime. Durante tutta la serata sarà inoltre visitabile l’esposizione sull’equipaggiamento del legionario romano, curata dall’ex studente Lorenzo Cavina, per un’esperienza immersiva nella storia.
Collaborazione e comunità: il valore educativo
Al centro dell’esperienza resta il lavoro condiviso. «È stato bello lavorare insieme ai compagni, confrontarci e mettere insieme idee e punti di vista diversi – raccontano le studentesse -. Il classico a Faenza è una bellissima comunità: ci conosciamo tutti e siamo in contatto gli uni con gli altri». Un clima favorito anche dai docenti: «I professori tendono a non farci essere competitivi… è un ambiente molto accogliente». La Notte diventa anche occasione per rispondere a una domanda sempre attuale: perché iscriversi al liceo classico? «Se è classico c’è un motivo – spiegano le ragazze – è tutto ciò che riesce a parlarci anche adesso». Un percorso che «fornisce tutti gli strumenti per capire il mondo contemporaneo» e permette di comprendere «l’uomo in tutte le epoche e in tutte le sue sfaccettature». Pur essendo impegnativo, è considerato un investimento formativo completo: «In una società che ci spinge a specializzarci sempre di più, il classico ti dà una visione a 360 gradi e ti insegna a studiare». In un contesto nazionale di calo delle iscrizioni, il liceo classico faentino registra un segnale positivo, con numeri in lieve aumento e la presenza di due classi prime.
Barbara Fichera
Il programma della serata
Venerdì 27 marzo, l’apertura è prevista alle 18 con i saluti iniziali, seguiti alle 18.30 dalla premiazione del concorso di narrativa «Un racconto da prima pagina». Nel corso della serata si alterneranno attività continuative e spettacoli: installazioni tematiche come «Claustrum dentro e mai più fuori» sul tema del carcere, giochi didattici anche in collaborazione con la scuola primaria San Rocco, laboratori sul mondo classico, musica dal vivo, danza e rappresentazioni teatrali. Tra gli appuntamenti, gli spettacoli «Omnia Mutantur – Tutto cambia», «I volti dell’amore» ed «Episteme», insieme a momenti musicali che spaziano tra diversi generi. Sarà inoltre visitabile per tutta la durata dell’evento l’esposizione sull’equipaggiamento del legionario romano.















