Dietro ogni spettacolo ci sono mesi, a volte anni, di lavoro. Ma soprattutto c’è una comunità. È questo il cuore dell’esperienza della compagnia teatrale “Per non perir d’inedia” di Marradi, che nel 2026 celebra i suoi trent’anni di attività. A raccontarlo è il presidente Paolo Carzaniga, 27 anni, alla guida dell’associazione dal 2022. «La compagnia nasce trent’anni fa da un gruppo di amici con l’idea di dare vita al paese, creare occasioni culturali e momenti di intrattenimento per la comunità – spiega Carzaniga –. Questo spirito è rimasto lo stesso anche oggi».
“Dietro ogni spettacolo c’è un lavoro enorme”

Entrato nel gruppo dopo il periodo del Covid, Carzaniga rappresenta una nuova generazione che si è avvicinata al teatro quasi per caso, ma con passione crescente. «Ho iniziato perché c’era mio cugino, poi pian piano mi sono appassionato. Io mi occupo soprattutto della parte scenografica: costruire, progettare, vedere nascere concretamente uno spettacolo è la cosa che più mi coinvolge». Un lavoro spesso invisibile al pubblico, ma fondamentale. «Chi viene a teatro vede quattro serate, ma dietro c’è un impegno enorme: anche un anno e mezzo di preparazione per una commedia. Non ci sono solo gli attori – che cambiano di volta in volta, una quindicina o una ventina – ma tante persone che lavorano dietro le quinte, tra scenografie, effetti e organizzazione». E proprio le scenografie sono uno dei tratti distintivi della compagnia. «Siamo un po’ “vecchio stile”: lavoriamo con telai in legno, pannelli grandi, tutto costruito e dipinto da noi. Ci piace fare cose concrete, che si vedano. È faticoso, ma dà grande soddisfazione».
La ripartenza dopo gli anni difficili del Covid
Negli anni, la compagnia ha spaziato tra generi diversi: dai grandi classici come Il malato immaginario di Molière e Il medico dei pazzi, fino a spettacoli originali e momenti di improvvisazione. «Abbiamo sempre cercato di variare, mantenendo però una nostra identità». Accanto al teatro, non mancano le iniziative per il paese. Tra queste, la Corrida estiva – rilanciata dopo gli anni difficili della pandemia – rappresenta oggi uno degli appuntamenti più attesi. «È un momento bello, leggero, che coinvolge tutta la comunità. Dopo il Covid siamo riusciti a rimetterla in piedi e ne siamo molto contenti».

La compagnia conta oggi un gruppo stabile di cinque persone nel consiglio – insieme al presidente Daniela Rimini, Enrica Cavina, Flavia Diani e Marco Lo Cascio – ma si allarga a una trentina di collaboratori tra attori, tecnici e volontari. «È una realtà aperta, che vive grazie al contributo di tanti». Non solo Marradi: negli ultimi anni alcuni spettacoli sono stati portati anche fuori paese, da Faenza a Borgo San Lorenzo. «È stata una bella esperienza, che ci ha permesso di confrontarci con altri contesti e far conoscere il nostro lavoro».
Le sfide per il futuro: il coinvolgimento dei giovani

Guardando al futuro, gli obiettivi restano fedeli alle origini: «Continuare a creare occasioni di incontro, serate fatte da marradesi per i marradesi. E soprattutto riuscire a coinvolgere giovani. Oggi l’età media è intorno ai quarant’anni e io sono tra i più giovani: sarebbe bello vedere nuove generazioni entrare e portare idee nuove». Tra le attività esterne in cui è coinvolta la compagnia, anche la celebre Sagra dei Marroni di ottobre.

La mostra dedicata a Sandro Mercatali
Il trentennale sarà l’occasione per festeggiare, con una mostra fotografica dedicata a uno dei fondatori, Sandro Mercatali, e una serata speciale. Ma lo sguardo è già avanti: «Abbiamo in programma la Corrida il 5 agosto e stiamo lavorando a uno spettacolo originale per fine anno». Perché, come ricorda Carzaniga, «il teatro non è solo spettacolo: è stare insieme, costruire qualcosa, dare vita a un paese».














