Francesca, giovane donna romana con sindrome di Down e cardiopatia congenita, ritrova salute e autonomia grazie al professor Castriota e alla sua équipe di Maria Cecilia Hospital. Interventi complessi e continuità delle cure restituiscono qualità di vita e fiducia, rafforzando il legame umano con i medici
Una vita ritrovata
Francesca, giovane donna romana con sindrome di Down, ha affrontato sin dall’infanzia una cardiopatia congenita complessa, che ha segnato anni di sofferenza e ricoveri frequenti. La sua storia cambia nel 2018, quando entra in contatto con il professor Fausto Castriota, responsabile della Cardiologia Interventistica e Direttore del Heart Valve Center di Maria Cecilia Hospital, a Cotignola.
Dopo un’attenta valutazione, Castriota e la sua équipe realizzano un intervento di valve in valve, sostituendo la valvola biologica precedentemente impiantata e ormai degenerata, seguito dall’impianto di un pacemaker. Il professore sottolinea l’importanza della specializzazione: «Queste patologie possono essere diagnosticate in età pediatrica, come nel caso di Francesca, oppure solo in età adulta e spesso richiedono, nel corso della vita, nuovi interventi e revisioni delle procedure già eseguite».
Percorso di cure
La giovane donna aveva già subito diversi interventi: valvuloplastiche nel 1994, 1999, 2002 e 2006, ma la stabilità clinica era difficile da raggiungere. Nel 2022 una nuova valvuloplastica percutanea, senza incisione toracica, ha consentito il recupero della funzionalità cardiaca e il ritorno a una vita piena.
Castriota aggiunge che «solo attraverso un follow up costante e competenze dedicate è possibile garantire nel tempo la migliore qualità di vita possibile». Oggi Francesca affronta le attività quotidiane, ha ripreso le passioni e si prepara all’esame per la patente con il foglio rosa.
Sanità e amicizia
La storia di Francesca è anche una vicenda di legami e fiducia: il rapporto con il professor Castriota e la sua équipe ha assunto valore affettivo, consolidandosi negli anni. «Sono nata con la Sindrome di Down e una cardiopatia congenita importante – la giovane Francesca racconta – ma vivo grazie all’incontro, nella mia travagliata vita, con i medici di GVM Care & Research e grazie alla professionalità e umanità del professor Castriota. Quando nessuno voleva più operarmi lui mi ha aperto le braccia e le sue mani hanno fatto quello che alcuni chiamano miracolo ma che noi chiamiamo scienza e umanità».
Il percorso assistenziale multidisciplinare, tipico di GVM Care & Research, dimostra come la combinazione di competenze avanzate e attenzione al paziente possa migliorare qualità e aspettativa di vita nelle cardiopatie congenite. Castriota conclude sottolineando che «oggi la cardiologia interventistica consente di affrontare anche condizioni molto complesse, migliorando qualità e aspettativa di vita dei pazienti con cardiopatie congenite. Ma il vero valore aggiunto resta la presa in carico multidisciplinare e la collaborazione tra specialisti».














