La società sportiva che, negli ultimi vent’anni, ha portato a Faenza uno sport molto diffuso all’estero ma poco praticato in Italia è quella del Faenza Rugby, nata nel 2007 dalla volontà di Andrea Sirotti, ex giocatore e oggi presidente della società. L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di costruire una realtà capace di accompagnare bambini, ragazzi e adulti lungo tutto il percorso sportivo del rugby.
Uno sport in crescita in Italia
Il rugby, che arriva in Italia nei primi anni del Novecento e si radica soprattutto in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, è uno sport fondato su alcuni valori di fondo, fra i quali l’assoluto rispetto per i compagni, gli avversari e l’arbitro, oltre che un autentico spirito di squadra, che richiede lealtà e sostegno reciproco. In campo si impara a lottare insieme, ad assumersi responsabilità e a fidarsi degli altri; fuori dal campo si costruiscono amicizie e senso di comunità, in uno sport dove la crescita umana conta quanto quella sportiva. L’Italia non possiede una tradizione rugbistica paragonabile a quella delle grandi potenze storiche – come Nuova Zelanda, Sudafrica o le nazionali britanniche – ma negli ultimi decenni ha consolidato la propria presenza nel rugby internazionale. Dal 2000 la Nazionale italiana partecipa stabilmente al Sei Nazioni, il principale torneo europeo, confrontandosi ogni anno con alcune delle squadre più forti al mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, si è aperta una nuova fase. Dopo un periodo complicato culminato nel 2021, quando l’Italia occupava stabilmente l’ultima posizione del torneo, la Nazionale ha avviato un percorso di crescita molto evidente. Tra il 2023 e il 2026 il salto di qualità è stato significativo: nel Sei Nazioni 2026, pochi giorni fa, l’Italia ha conquistato vittorie importanti, come quella contro la Scozia e soprattutto quella contro l’Inghilterra, arrivata per la prima volta nella storia della competizione. Questo sviluppo della Nazionale riflette anche la crescita del movimento alla base, che nel rugby rappresenta spesso il vero motore del sistema. Club, settori giovanili e realtà territoriali continuano infatti a formare sempre più nuovi giocatori e a diffondere i valori di questo sport, contribuendo a rafforzare nel tempo la competitività della Nazionale italiana.
Dopo due anni, ecco il nuovo campo al centro sportivo Graziola. A breve, spogliatoi e club-house

A Faenza, la società Faenza Rugby racchiude oggi tutte le categorie del minirugby — Under 8, Under 10 e Under 12 — le squadre giovanili Under 14, Under 16 e Under 18, fino ad arrivare alla prima squadra, composta da giocatori tra i 18 e i 48 anni. In tutto gli iscritti sono circa 160. La “casa” della società è il centro sportivo Graziola, nel campo situato completamente sulla sinistra affacciato su piazzale Tambini. Negli ultimi anni il centro sportivo è stato interessato da importanti lavori di riqualificazione, finanziati con il Pnrr, che hanno costretto la società a spostare temporaneamente prima squadra e giovanili per allenamenti e partite. Dopo oltre due anni di attesa, pochi giorni fa la squadra è tornata sul proprio campo in erba completamente riqualificato. L’impianto dispone ora di pali nuovi, panchine rinnovate e di un sistema di illuminazione e irrigazione completamente nuovi.

Il 15 marzo il Faenza giocherà contro il Rugby Guastalla, nel campionato Serie C regionale, per la prima volta alla Graziola con gli spazi riqualificati. A seguire, il 22 marzo il Faenza Rugby affronterà il Romagna Rugby (Rugby Rimini e San Marino), mentre il 29 marzo sarà la volta della sfida contro il Rugby Colorno. La società è ancora in attesa del completamento dei nuovi spogliatoi, molto attesi, e della nuova club-house totalmente dedicata al rugby, che rappresenteranno un ulteriore passo avanti per la loro crescita.
Il presidente Sirotti: “Uno sport che fa comprendere l’importanza del gruppo”

“Fidatevi del rugby, il rugby non vi deluderà – commenta il presidente Sirotti -. Attraverso valori quali amicizia , solidarietà, rispetto di sè e dell’avversario nelle regole, si cresce imparando a godere della bellezza di condividere gioie e sofferenze, fatiche e soddisfazioni. Il passare indietro la palla per avanzare è una perfetta allegoria della vita: ci fa comprendere che l’umiltà e la perseveranza nell’affrontare le difficoltà, sebbene non garantiscano di farcela sempre, ti permette di avere contezza di quello che vali, come individuo e come gruppo, e ti spinge a migliorarti e soprattutto a non mollare mai”.
La parola ai giovani giocatori: “Qui ci si diverte e si impara il rispetto per gli altri”

Lo sguardo è rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare sempre più la presenza del rugby a Faenza: dal minirugby — con le categorie Under 8, Under 10 e Under 12, dedicate ai bambini dai 6 agli 11 anni — fino alle giovanili Under 14, Under 16 e Under 18 e alla prima squadra. L’idea è offrire al territorio un luogo sicuro dove bambini e ragazzi possano crescere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano, grazie ai valori che il rugby trasmette. La società vuole caratterizzarsi per l’entusiasmo e il clima familiare con lo sport vissuto non solo come (sana) competizione, ma anche come comunità in cui si cresce e ci si sostiene a vicenda.

Lo raccontano anche alcuni giovani giocatori, come Tommaso, attualmente nella categoria Under 12, che dice: “Voglio giocare a rugby per sempre perché è un gioco di amici oltre che di squadra”. Anche Ben, ora in Under 14, spiega: “Ho iniziato a giocare a rugby perché trovavo interessante la fisicità. Secondo me un ragazzo della mia età dovrebbe iniziare a giocare a rugby a Faenza perché siamo una bella società, c’è tanto divertimento, in particolare nel terzo tempo”. Mentre Marco, che gioca nella giovanile Under 16, sottolinea come secondo lui sia importante giocare a rugby non solo per lo spirito di squadra e il divertimento, “ma anche perché si impara a rispettare gli altri e ci si sviluppa fisicamente in quanto è uno sport completo”.

Il rugby consente infatti di sviluppare in modo equilibrato più capacità motorie e fisiche contemporaneamente, coinvolgendo gran parte del corpo e diversi aspetti della preparazione atletica. La società guarda con particolare attenzione alla crescita del settore giovanile, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più bambini e ragazzi del territorio. Il rugby, infatti, non è soltanto uno sport come gli altri: è un ambiente che, dentro e fuori dal campo, contribuisce a formare la persona, trasmettendo valori, relazioni e senso di comunità oltre al gioco e al divertimento.














