Una presa di posizione pubblica sul conflitto che sta attraversando il Medio Oriente. Il movimento civico Faenza Agisce Insieme – Fai! ha diffuso una nota nella quale esprime la propria contrarietà alla guerra e invita a un ritorno alla diplomazia e al rispetto del diritto internazionale.

La condanna dell’escalation militare

Nel documento diffuso dalla realtà, che raggruppa diverse forze politiche, si legge: «Di fronte alla guerra devastante che sta infiammando il Medio Oriente sentiamo il bisogno di esprimere il nostro radicale no».

Nel testo viene criticato l’attacco militare di Israele e Stati Uniti contro Iran, definito «al di fuori di ogni legalità internazionale» e avvenuto, secondo la nota, mentre erano in corso trattative diplomatiche.

Il movimento sostiene che tale azione militare sarebbe funzionale a una strategia politica e militare più ampia dello Stato israeliano nella regione, richiamando anche i conflitti in Libano, Cisgiordania e Gaza.

Nel documento si afferma inoltre che politiche di questo tipo vengono interpretate come forme di espansionismo e vengono accostate a dinamiche che nella storia del Novecento sono state definite coloniali e imperialiste.

Il riferimento alla situazione interna dell’Iran

Nel comunicato viene ricordata anche la mobilitazione delle donne iraniane per la libertà e l’autodeterminazione. Il movimento scrive: «Se c’è stata una lotta recente che ci ha colpito fino alla commozione, è stata quella delle donne iraniane per la loro libertà e autodeterminazione».

La nota ricorda le repressioni e le violenze subite da molte manifestanti e sottolinea come le prime vittime civili dei bombardamenti citati nel documento siano state anche giovani studentesse.

Secondo Fai!, il conflitto rischia inoltre di rafforzare le componenti più dure del regime iraniano, con conseguenze negative per le minoranze etniche e religiose e per chi nel Paese si batte per libertà e giustizia sociale.

Il richiamo alla Costituzione e alla pace

Nel documento il movimento esprime una condanna dell’azione militare e richiama il valore del diritto internazionale e dei principi costituzionali italiani. In particolare viene citato l’articolo 11 della Costituzione italiana, che afferma che l’Italia «ripudia la guerra».

«Chi porta la guerra afferma sempre che sarà l’ultima», ma che nella realtà «ogni guerra porta sempre a un’altra guerra».

La nota delle forze politiche si conclude con un appello: «Che la guerra si fermi il prima possibile. Che i popoli abbiano sovranità, libertà, giustizia e pace».