Risultato chiaro a Faenza per il referendum sulla giustizia: il No si è imposto in maniera netta, sfiorando il 60% dei consensi. Il Sì alla riforma proposta dal Governo Meloni si è invece fermato poco sotto il 41%. L’alta affluenza alle urne (68,24%) rafforza il peso del risultato, con tutte le principali forze politiche cittadine pronte a trarre indicazioni utili, in vista delle elezioni amministrative previste per maggio 2026.
Per la prima volta il centrodestra ha presentato un proprio candidato prima del centrosinistra
Tra chi ha sostenuto il Sì al referendum c’è ovviamente Fratelli d’Italia, che a Faenza ha annunciato due mesi fa il sostegno a Gabriele Padovani, candidato sindaco di Area Liberale. “Ho votato convintamente Sì – spiega Padovani – non dando però indicazioni di voto ai candidati e alle candidate di Area Liberale. Per me, la partita principale è sicuramente rappresentata dalle prossime elezioni amministrative e siamo dunque completamente concentrati sulla campagna elettorale. Il referendum era sicuramente un tema maggiormente sentito, in città, dal Pd e dal centrosinistra, visto che hanno dato il via alla loro campagna elettorale solamente lo scorso 28 marzo. Io invece ho annunciato la mia candidatura lo scorso 19 settembre e subito dopo siamo partiti, presentando una prima bozza del programma. E’ la prima volta, in assoluto, che il centrodestra ha presentato il candidato sindaco prima del centrosinistra e ritengo che sia un elemento molto positivo. Abbiamo avuto diversi mesi per impostare il lavoro, in modo innovativo”.
“L’esito del voto sul referendum non mi preoccupa: la campagna elettorale è una maratona e il traguardo è ancora lontano”
Padovani dunque non è preoccupato per l’esito del referendum e non pensa possa avere riflessi sulle prossime elezioni amministrative. “Bisogna sempre fare attenzione – spiega – a riflettere gli esiti di elezioni nazionali a livello locale, dove ci sono dinamiche diverse. Nel 2014, ad esempio, la Lega a Faenza, in occasione delle elezioni europee prese poco più del 4% dei voti mentre il Pd conquistò il 58,2%. Un anno dopo però andammo al ballottaggio, sfiorando poi la vittoria al secondo turno. Non c’è nulla di scontato, nemmeno dopo il referendum e rimango estremamente fiducioso. Stiamo correndo una maratona, iniziata diversi mesi fa e il risultato si vedrà solo al traguardo, il prossimo maggio”.
Tra i temi critici della città, la raccolta differenziata
La campagna elettorale è dunque pronta ad entrare nel vivo e Padovani si dichiara pronto a vivere due mesi intensi. “Sono un candidato vecchio stampo, mi piace parlare con la gente e per questo motivo stiamo incontrando i cittadini all’interno di bar ed attività commerciali. Abbiamo ben chiaro ciò che dobbiamo fare, anche da un punto di vista comunicativo e sicuramente non sarà una campagna elettorale noiosa. Crediamo di aver individuato le lacune che caratterizzano questa amministrazione comunale e nei prossimi mesi le evidenzieremo, proponendo ovviamente anche delle soluzioni concrete per la città. Ci saranno infatti una serie di incontri, dedicati al nostro programma elettorale, su temi per noi strategici, come ad esempio la gestione della raccolta differenziata. Su questo punto presenteremo, già in questi mesi, delle proposte, per andare oltre i disagi che i cittadini stanno vivendo.”
Cinque liste a sostegno di Padovani: “Anche il nostro è un ‘campo largo'”
A sostegno di Padovani ci saranno cinque liste (lo stesso numero presentato dal centrosinistra) e questo porta il candidato sindaco ad affermare che ormai “non è solo a sinistra che si può parlare di campo largo. Dopo l’appoggio di Noi Moderati, possiamo infatti presentare tre liste partitiche e due civiche. Inoltre stiamo organizzando un evento che vedrà la partecipazione di Marco Rizzo, che appoggerà dunque la nostra proposta politica.”
Sul tema dell’affluenza invece l’auspicio di Padovani è che possa essere alta, anche in occasioni delle amministrative. “E’ importante – conclude il candidato sindaco di Area Liberale – riportare le persone alle urne, rilanciare la partecipazione popolare. Quando si fa politica ci si augura sempre un’affluenza elevata, che renda anche il risultato finale, qualunque esso sia, maggiormente consolidato e rappresentativo.”
Samuele Bondi














