Dal 7 aprile cambierà il volto energetico del centro storico di Faenza: sarà possibile installare impianti fotovoltaici sui tetti, nel rispetto di criteri rigorosi di integrazione e invisibilità. Una svolta che punta a coniugare sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio architettonico.
Una nuova regola per il centro storico di Faenza

Il Consiglio comunale di Faenza si prepara ad approvare una variante al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) che segna un passaggio decisivo per la transizione ecologica urbana. Il provvedimento, già licenziato dalla giunta e in calendario il 7 aprile, verrà poi via via approvato da tutti Comuni dell’Unione della Romagna Faentina. La novità principale riguarda la possibilità di installare pannelli fotovoltaici su gran parte dei tetti del centro storico, inclusi edifici di pregio architettonico. Viene così superata la precedente limitazione che consentiva interventi solo su una quota ridotta – dal 16% al 38% delle superfici – per arrivare oggi a una liberalizzazione molto più ampia.
Il principio: sostenibilità sì, ma invisibile
Il cardine della riforma resta l’impatto visivo nullo. Gli impianti dovranno essere integrati nelle coperture, aderendo alle falde e utilizzando tecnologie avanzate, come pannelli a bassa riflettenza e cromaticamente compatibili con i coppi tradizionali. Restano escluse dalla liberalizzazione alcune aree particolarmente sensibili, come Piazza del Popolo, Piazza della Libertà e la zona di Oriolo dei Fichi, dove permangono vincoli paesaggistici più stringenti. Per gli edifici sottoposti a vincolo diretto sarà comunque necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza, frutto di un dialogo avviato già nel 2022 con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna. Dal punto di vista amministrativo, l’installazione sarà libera nei casi conformi ai requisiti previsti. Eventuali deroghe tecniche saranno valutate dallo Sportello Unico per l’Edilizia. Un aspetto rilevante riguarda anche la qualità del patrimonio edilizio: l’installazione dei pannelli dovrà essere accompagnata dalla rimozione di elementi incongrui, come il cemento-amianto, contribuendo così a una riqualificazione complessiva degli edifici. «Arriviamo oggi al compimento di un percorso iniziato nel 2022 – spiega l’assessore Luca Ortolani – per rispondere alle sollecitazioni di cittadini e imprese. Andiamo a togliere ogni vincolo, previo l’accordo con la Soprintendenza. È un passo decisivo per gli obiettivi ecologici e per una riqualificazione più efficace del patrimonio edilizio». L’origine del provvedimento risale infatti alla crisi energetica, che ha spinto le amministrazioni locali a individuare soluzion per aumentare l’autonomia energetica. Sulla stessa linea il sindaco Massimo Isola, che sottolinea la portata strategica dell’intervento: «Abbiamo raggiunto un obiettivo che mette i cittadini in condizione di essere protagonisti della transizione ecologica senza compromettere la bellezza del paesaggio urbano». L’aggiornamento normativo guarda anche al lungo periodo: favorire la nascita di comunità energetiche rinnovabili e contribuire al traguardo della neutralità climatica entro il 2050. Grazie alla collaborazione tra uffici comunali e associazioni di categoria, saranno sviluppati progetti per accompagnare cittadini e imprese nell’adozione delle nuove tecnologie.
Barbara Fichera














