Giornata intensa quella di mercoledì 18 marzo per le 85 persone che da Russi hanno raggiunto Assisi in occasione dell’ostensione del corpo di san Francesco. Persone di Russi e dintorni che hanno raccolto l’invito della parrocchia.
Alla scoperta delle tappe fondamentali della vita di San Francesco
Durante il viaggio, il parroco don Luca ha illustrato le tappe fondamentali della vita del santo di Assisi, condividendo le sue preghiere. Preparazione a un cammino di conversione.
Percorsa l’E45, all’arrivo in Santa Maria degli Angeli si è iniziato con la santa Messa alle spalle della Porziuncola. Raggiunta la città, è iniziato il percorso che da S.Chiara porta a S.Francesco. Ognuno coi suoi tempi. “Bellissimo questo momento di fede e amore per Dio e i fratelli -, ha sottolineato Stefania, terziaria francescana – che sia ogni giorno occasione di conversione, lode, ringraziamento e amore”.
Giornata sferzata da un vento incalzante e basse temperature, con qualche spruzzo d’acqua, ma senza lasciarsi andare a un temuto “tempaccio”.
Una visita anche al corpo di san Carlo Acutis
Alla visita al crocefisso conservato in S.Chiara, è seguita la visita alla chiesa che conserva il corpo di san Carlo Acutis.
Raggiunta la chiesa di San Francesco è iniziata la preparazione per la visita alle ossa del santo. Attesa condivisa con migliaia di persone, scambiando riflessioni e pensieri con chi stava accanto. Poi è arrivata l’ora programmata. Quietate le voci, ciascuno si è raccolto in preghiera sfilando accanto all’urna contente le ossa del santo, avendo nel cuore una preghiera.
Gratitudine per la giornata condivisa
Nel complesso, la giornata è stata occasione per rinvigorire uno spirito di gratitudine che in tanti hanno condiviso sulla chat whatsapp predisposta per l’occasione.
“Un grazie a tutti di cuore”, ha scritto Rita. “Mercì de tout coeur”, ha aggiunto la lughese Maria Ange, infermiera originaria del ‘sud del Senegal’ (una vita al Pronto Soccorso del Sant’Orsola di Bologna, oggi in Rsa). E poi Nadia: “Ringrazio di cuore tutti, nessuno escluso, per aver reso quella di oggi una giornata speciale. Piena. Dove non solo c’era tanta spiritualità, ma dove c’era una compagnia vera che viveva tutto questo insieme a me. Un grazie speciale a Franca Martini”.
Quest’ultima, già prof di matematica, alle prese con la conta di un gregge di pellegrini proteso all’autonomia, è riuscita a riportarli a Russi al completo. Tornata pochi giorni fa da un breve tour a Bruxelles, anche suor Emerence ha condiviso un pensiero: “Grazie mille a voi per la buonissima giornata spirituale, emozionante, culturale e calorosa (del cuore). Organizzazione perfetta”.
Fra i non russiani, Edera ha scritto: “Grazie per avermi accolto anche se ero ‘straniera’, mi avete fatto sentire a casa! Grazie ai don di Russi che si spendono molto per i loro parrocchiani, credetemi, non è scontato! Anche da questo pellegrinaggio porto nel cuore e a casa ‘qualcosa’ di positivo e sensazioni che mi riempiono spiritualmente”.
L’essenza del pellegrinaggio
Grazie a Lucia, entriamo un po’ più a fondo nella giornata per descriverla nella sua essenza: “I contrasti fanno bene. – scrive – Vivere la moltitudine delle persone col silenzio e la spiritualità che ti entra dentro. … Le grandi opere architettoniche che custodiscono le spoglie dei santi Francesco, Chiara e Carlo Acutis. Leggere il Cantico delle creature al loro cospetto, dove ‘parola’ prende un significato più profondo. Vivere una giornata con persone nuove, con persone del tuo paese che conosci e con altre che conoscevi , ma con le quali in questa occasione ha stretto un rapporto di amicizia più intenso. … Grazie a Franca, ‘un generale sul pezzo’; e a don Luca e a don Emanuele, che si sono mescolati fra noi e che hanno reso questa giornata indimenticabile”.
a cura di Giulio Donati














