Panini, pizzette, insalate, paste non consumati si trasformano in aiuto per famiglie in difficoltà. È lo spirito del nuovo progetto anti-spreco che coinvolge l’area di servizio Santerno Ovest sull’autostrada A14 e la Caritas della parrocchia Santa Maria Assunta di Solarolo.

Dalla prossima settimana il cibo in eccedenza del punto ristoro Chef Express dell’area di servizio Santerno Ovest verrà recuperato e donato alla Caritas della parrocchia Santa Maria Assunta di Solarolo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Chef Express (Gruppo Cremonini), Last Minute Market e Gruppo Hera e punta a unire la lotta allo spreco alimentare con un sostegno ai più fragili del territorio, promuovendo una cultura condivisa contro lo spreco.

Un aiuto per le famiglie in difficoltà

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Le porzioni alimentari non consumate e non scadute verranno recuperate e messe a disposizione della Caritas parrocchiale per sostenere le attività di assistenza alle persone fragili, tra cui il Banco alimentare. «Grazie al progetto di recupero abbiamo l’opportunità di distribuire le eccedenze a dieci famiglie in difficoltà, per un totale di 35 persone», spiega don Tiziano Zoli, parroco di Santa Maria Assunta. Per garantire qualità e sicurezza degli alimenti, Gruppo Hera, Chef Express e Last Minute Market hanno predisposto un’organizzazione logistica e gestionale che assicura il rispetto delle norme fiscali e igienico-sanitarie. Gli operatori della Caritas hanno ricevuto indicazioni precise per il trasporto e la corretta conservazione dei prodotti.

Un uso consapevole delle risorse

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Don Tiziano Zoli

Per la comunità parrocchiale il progetto rappresenta anche un’occasione educativa e pastorale. «Non è soltanto una questione di dare da mangiare agli affamati – sottolinea don Tiziano Zoli – ma un impegno a una corretta educazione contro lo spreco alimentare che coinvolge tutti. La condivisione diventa una risposta evangelica ai bisogni delle famiglie e una formazione delle giovani generazioni a un uso consapevole delle risorse». Il sacerdote evidenzia anche il clima di partecipazione nato attorno all’iniziativa. «Questa proposta sta creando una bella attenzione anche da parte degli operatori dello stesso autogrill, alcuni dei quali sono di Solarolo. Alla fine si tratta di preparare e donare per limitare gli sprechi e condividere: così facciamo esperienza del dono, creando un circolo virtuoso». Le famiglie coinvolte sono già seguite dalle attività caritative della parrocchia. «Abbiamo identificato una decina di famiglie tra quelle più bisognose che stiamo sostenendo con il Banco alimentare e le altre iniziative della Caritas».

“Il pane di Betania”: un progetto che nasce dal Vangelo

«Questo progetto si chiama Il pane di Betania – racconta don Zoli – perché Gesù, quando andava a Gerusalemme, si fermava a Betania con i suoi amici Lazzaro, Marta e Maria. È l’immagine della familiarità evangelica e della condivisione». L’attenzione della Caritas parrocchiale non si limita al sostegno alimentare. «La nostra realtà – prosegue il sacerdote – lavora su diversi fronti: dal Centro di ascolto alla distribuzione di abiti, fino alla scuola di italiano per le donne straniere. Aiutiamo non solo i cristiani: la fame è uguale per tutti». La comunità di Solarolo, circa 4.200 abitanti e una forte tradizione agricola, partecipa spesso con gesti spontanei di solidarietà. «In chiesa c’è la “cassetta della carità”: un vecchio confessionale dove chiunque può lasciare qualcosa in modo anonimo quando fa la spesa. Tutti i giorni troviamo qualche dono». Un gesto che coinvolge anche i più giovani. «I ragazzi del catechismo preparano piccoli biglietti di ringraziamento per chi lascia qualcosa. Chi dona, torna a casa con un pensiero sulla generosità e sullacarità». Non manca la solidarietà degli agricoltori locali. «Spesso, soprattutto in estate e autunno, portano mele, patate e altri prodotti da condividere con le famiglie che seguiamo: sono 33 nuclei in tutto per un totale di circa 130 persone».

Barbara Fichera