Un risultato sul filo, che racconta più di una semplice percentuale. A Brisighella il referendum sulla giustizia si chiude con una lieve prevalenza del No (50,9%) sul Sì (49,1%), ma il dato complessivo nasconde una geografia del voto articolata e per certi versi sorprendente. Su 5.679 elettori, i voti favorevoli alla riforma sono stati 1.804, mentre i contrari 1.870: appena 66 voti di differenza. Uno scarto minimo che rende quello di Brisighella uno dei risultati più combattuti del territorio faentino e che conferma una tendenza già emersa in altre consultazioni: qui il voto raramente è scontato.

Un territorio spaccato: centro e pianura verso il No. Fognano, San Cassiano e Zattaglia più favorevoli al Sì

Guardando nel dettaglio delle sezioni elettorali, emerge una divisione territoriale piuttosto netta tra l’area più verso la via Emilia e i territori montani. Nel capoluogo (sezioni 1, 2 e 3) il No prevale in modo chiaro, con percentuali comprese tra il 52% e il 55%. Anche nella zona di Marzeno (sezione 10), quindi più verso Faenza, il risultato è analogo, con il No al 55,63%.

Di segno opposto invece alcune aree della valle e delle frazioni. A San Cassiano (sezione 6) il Sì raggiunge addirittura il 60%, mentre a Zattaglia (sezione 8) supera il 58%. Risultati favorevoli alla riforma anche a Fognano (sezioni 4 e 5), tradizionalmente considerata un’area politicamente orientata verso il centrodestra, dove il Sì supera il 50% in entrambe le sezioni. Più equilibrate altre zone: San Martino in Gattara (sezione 7) vede un sostanziale pareggio, mentre a Villa Vezzano (sezione 9) il risultato è praticamente diviso a metà.

Un dato politico non scontato

Il quadro che emerge è quello di un elettorato frammentato, in cui non si registra una linea uniforme neppure all’interno dello stesso comune. Un elemento particolarmente interessante se si considera che Brisighella è l’unico comune della Romagna faentina amministrato dal centrodestra.