Le priorità del settore ortofrutticolo, stretto tra il cambiamento climatico e le rigide normative europee, sono state al centro dell’assemblea delle cooperative associate a Confcooperative Fedagripesca Romagna-Estense, svoltasi ieri pomeriggio nella sala conferenze di Agrintesa a Faenza.
Politiche europee e cambiamento climatico
A delineare le priorità del comparto è stato il ravennate Davide Vernocchi, vicepresidente nazionale di Fedagripesca, che si è concentrato sulle criticità derivanti dalle politiche europee, acuite dal cambiamento climatico.
“Sull’agroalimentare c’è una concomitanza di situazioni da gestire: alle proposte sulla Pac e al Mercosur si aggiunge il Pacchetto Omnibus della Commissione Europea sull’uso degli agrofarmaci che, per noi, è un tema prioritario – ha dichiarato Vernocchi -. Il cambiamento climatico ha portato a un’esplosione di patologie e parassiti, rendendo estremamente difficile produrre sia per qualità che per quantità, anche a causa della continua riduzione delle molecole a disposizione imposta dall’Europa.
Chiediamo di poter essere competitivi: il Pacchetto Omnibus deve essere un’opportunità per recuperare i disastri della strategia Farm to Fork. Chiediamo che la pericolosità di una molecola venga valutata sul processo di utilizzo e non solo sulle caratteristiche intrinseche, considerando anche che le nostre aziende hanno investito in tecnologie all’avanguardia per la sicurezza e l’ambiente.”
Mastini confermato nel ruolo di coordinatore territoriale
L’appuntamento ha sancito inoltre la conferma di Realdo Mastini nel ruolo di coordinatore territoriale per il prossimo quadriennio. Mastini, cesenate e presidente di Orogel Fresco, continuerà a guidare un settore cooperativo strategico che impatta per oltre 6 miliardi di euro l’anno sul territorio.
L’incontro, aperto dal presidente di Confcooperative Romagna-Estense Roberto Savini, ha visto anche l’analisi di Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia-Romagna, sull’insostenibilità del comparto ittico: “Rivediamo tristemente lo spettro del 2022.

Allarme per il settore pesca e acquacoltura
Uscire in mare è ormai contro-economico e non più sostenibile – ha sottolineato Paesanti -. Nonostante le scorte dichiarate, subiamo aumenti speculativi del 30-40%. È un guaio che colpisce tutto il settore primario, dai trattori ai pescherecci. Proprio oggi abbiamo chiesto al Ministro dell’Agricoltura di reintrodurre il credito d’imposta sul carburante per le imprese della pesca e dell’acquacoltura, perché senza questo aiuto la sostenibilità del nostro lavoro non è garantita. Al momento continuiamo a uscire sperando che il mercato e il meteo ci aiutino a far quadrare i conti della giornata, ma il rischio è di dover tornare a ormeggiare le imbarcazioni in maniera fissa.”
L’Assemblea, che ha visto la partecipazione di Elisa Cugini (presidente Fedagripesca Emilia-Romagna) e Michele Mangolini (presidente Fedagripesca Ferrara), si è conclusa con la nomina dei nuovi consiglieri territoriali.














