Il direttore della Centrale Operativa 118 Romagna, Maurizio Menarini, replica alle critiche del consigliere Vignali definendo “parziali e fuorvianti” i dati diffusi sui tempi di soccorso. Secondo il 118, i tempi medi per i codici rossi in provincia di Ravenna sono di 15 minuti, al di sotto dei limiti previsti dagli standard nazionali. Il sistema di emergenza, sottolinea Menarini, dispone di mezzi di soccorso avanzati e registra risultati sanitari migliori della media nazionale per infarto, ictus e arresto cardiaco.
Menarini (118) risponde alle accuse del consigliere Vignali
Maurizio Menarini, direttore della Centrale Operativa 118 Romagna, sottolinea che “per l’ennesima volta il consigliere Vignali riporta in modo parziale e fuorviante dati riferiti all’attività del sistema 118 Romagna, sollevando dubbi e allarmismo sociale. Peraltro, utilizza in modo scorretto dati di un periodo limitato (maggio-luglio 2025) senza nessuna accortezza nella applicazione di quanto prevede la normativa che lui stesso richiama in merito ai Lea. E’ necessario mettere un po’ di ordine e fare chiarezza perché altrimenti il lettore non ha una visione realistica di quanto messo in campo“.
Tempi di soccorso al di sotto di quelli indicati a livello nazionali
Riguardo ai tempi di intervento Menarini evidenzia che: “l’indicatore D09Z (allarme-target) – ovvero l’intervallo di tempo fra la prima risposta della Centrale Operativa emergenza sanitaria e l’arrivo del primo mezzo sul posto – riguarda solamente gli interventi che sono classificati in partenza come codici rossi (sono circa il 14 per cento del totale). Lo standard richiesto prevede che nei tre/quarti dei casi (quindi non in tutti ma nel 75 per cento dei casi) il primo mezzo arrivi in un tempo uguale o inferiore a 18 minuti, con un tempo considerato sufficiente uguale o inferiore a 21 minuti.
Questo indicatore, misurato a livello della provincia di Ravenna è, per il 2025 (e anche per il periodo riportato maggio – luglio), di 15 minuti, ben al di sotto del limite dei 18 minuti. Quanto riportato dal consigliere Vignali considera anche i tempi dei codici di bassa priorità che non hanno uno standard temporale di intervento, e quindi riporta un dato che non attiene l’indicatore LEA. Altro elemento totalmente scorretto è il riferimento agli 8 minuti, che non sono previsti dall’indicatore Lea”.
Tutti mezzi di soccorso avanzato, con infermiere o medico
Inoltre per Menarini “un elemento fondamentale del servizio 118 Romagna: tutti i mezzi di soccorso sono mezzi di soccorso avanzato, con infermiere o con medico (automediche ed elisoccorso).
Questo significa che dal primo intervento un sanitario è in grado di mettere in atto, soprattutto in caso di patologie tempo-dipendenti, ovvero di condizioni che richiedono rapidità di assistenza, manovre necessarie a supportare le funzioni vitali in modo altamente qualificato“.
La risposta sanitaria: tempi e competenze
La semplice valutazione dei tempi di soccorso, peraltro ampiamente nei limiti previsti, descrive una parte del tutto, ovvero la risposta qualificata sanitaria in tutti i casi critici già sul luogo dell’evento e durante il trasporto, con avvio di percorsi definiti ed efficaci per gestire i pazienti che richiedono risposte definitive a livello ospedaliero: si pensi all’infarto miocardico, al trauma grave, all’arresto cardiaco.
L’impiego del tempo preospedaliero va valutato complessivamente, già della fase di intervista della Centrale Operativa con la possibilità di impartire istruzioni pre-arrivo agli astanti (es. manovre di rianimazione cardiopolmonare), per contemplare l’anticipazione di manovre e trattamenti farmacologici prima dell’arrivo in ospedale. E per quanto attiene la medicalizzazione in questo contesto, la presenza di automediche ed elisoccorso sul territorio ravennate garantisce la copertura necessaria nei casi in cui è richiesta. E sempre più ampia la presenza di medici specialisti strutturati nell’area dell’emergenza e delle terapie intensive, a garantire il livello ottimale delle cure.
Dotazione mezzi superiore agli standard in provincia di Ravenna
Se si considera la presenza di mezzi di soccorso avanzato “nella provincia di Ravenna vi è un mezzo ogni 22.786 abitanti (NON un mezzo ogni 195.763 come riporta erroneamente il consigliere). Il dato è ben superiore a quanto previsto dal decreto ministeriale n. 70 del 2015, 1:60.000 abitanti.”
Dati e risultati di qualità
E che il sistema 118 Romagna funzioni lo dimostrano i dati positivi, anche rispetto ad altri territori regionali, su alcune condizioni patologiche: la mortalità per infarto miocardico acuto (nella forma definita STEMI) è pari al 6,07 per cento contro l’8,56 per cento nazionale ed inferiore anche alla media regionale (Fonte PNE – Piano nazionale Esiti).
La percentuale di interventi in laboratorio di emodinamica entro 90 minuti dall’arrivo in ospedale è superiore alla media nazionale (63,21 per cento con 57,28 per cento nazionale) a riprova di percorsi che vengono accelerati grazie ad una stretta collaborazione tra la fase preospedaliera e l’ospedale di riferimento.
La mortalità per ictus è inferiore a quella nazionale: 8,66 per cento contro il 9,16 per cento (fonte PNE); la mortalità dei pazienti traumatizzati gravi ricoverati in terapia intensiva al trauma center è attorno al 11,5 per cento, dato che si colloca nelle migliori casistiche internazionali e nazionali; la sopravvivenza da arresto cardiaco improvviso extraospedaliero varia nei diversi paesi. I dati pubblicati più recenti dimostrano che la sopravvivenza dei pazienti rianimati in Romagna, 9,5 per cento nel biennio 2024-25, è superiore a quelle europea, 7,5 per cento.
Non è solo un fatto di numeri per Menarini
“Alla luce di questa considerazione si ritiene che sia veramente fuori luogo e mortificante per tutto il personale del sistema 118 Romagna il continuo stillicidio di dati che crea solo inutile allarmismo fra i cittadini. La capacità di risposta del soccorso territoriale non è solo nel tempo di intervento ma nella competenza del personale, nella dotazione delle attrezzature e nella organizzazione di una risposta di rete che garantisce gli interventi idonei a migliorare gli esiti delle condizioni più gravi.
Parlare di “poche automediche e frequenti ritardi” è inaccettabile, ed altrettanto lo è riportare dati in modo strumentale e confondente. La fiducia dei cittadini non deve venire meno, soprattutto nel sistema di soccorso preospedaliero, che rappresenta il servizio che per primo interviene nei casi in cui le persone sono in maggiore difficoltà, e per polemiche politiche che altro non fanno che attaccare il servizio sanitario pubblico, da difendere anziché sminuire soprattutto nelle sue eccellenze”.














