Nei giorni scorsi, davanti ai cancelli dell’Istituto Tecnico Oriani di Faenza, sono comparsi volantini firmati Azione Studentesca che invitavano gli studenti a segnalare i professori che farebbero «propaganda di sinistra». Un episodio che ha suscitato una presa di posizione netta in difesa della scuola come luogo di dialogo e libertà, scaturita in una lettera aperta rivolta alla comunità scolastica, firmata da 96 docenti
La lettera aperta dei docenti dell’Istituto Oriani
“Desideriamo, prima di tutto, condannare fermamente qualsiasi forma di propaganda all’interno del nostro Istituto. La scuola pubblica è uno spazio di condivisione e dialogo, libero da imposizioni e disinformazione, aperto al confronto delle idee, ma che non può tollerare alcuna forma di intimidazione.
Ci chiediamo: perché il volantino invita a segnalare solo i docenti che farebbero propaganda di sinistra e non anche quelli di destra? È forse così che si difendono la democrazia e il libero pensiero? O siamo di fronte a un chiaro atto intimidatorio?”
Una vera e propria schedatura tipica dei regimi
I docenti si rivolgono poi direttamente agli studenti che hanno affisso i volantini, che probabilmente hanno pensato di compiere un’azione di partecipazione attiva, senza però rendersi conto di aver preso parte ad una vera e propria schedatura.
“Probabilmente – proseguono i docenti – voi stessi siete le prime vittime di questo volantino e di questa propaganda. Vi è stato chiesto di colpire chi credete non appartenga alla vostra “parte”.
Questo è un metodo tipico dei regimi, siano essi di destra o di sinistra. Vi siete fatti strumento di chi non ha avuto il coraggio di esporsi e vi ha reso complici di un atto molto grave.”
I 96 docenti si chiedono poi cosa si intenda con l’accusa generica di “propaganda di sinistra”?
L’insegnamento si basa sui principi della Costituzione
“L’articolo 33 della nostra Costituzione afferma che: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento…”; l’articolo 34 aggiunge che: “La scuola è aperta a tutti…”,
Ed è appunto sui principi della Costituzione che si basa l’insegnamento della scuola pubblica, garantendo le libertà, i diritti, l’uguaglianza, il pluralismo, il pensiero critico e il rispetto delle idee altrui. Questi sono i pilastri della nostra democrazia. Pensate che avreste potuto affiggere dei volantini simili, in uno Stato in cui non sono garantiti questi valori e dove vige un vero regime, di qualsiasi colore esso sia?
La ricchezza – concludono gli insegnanti – di una democrazia risiede nello scambio culturale, nella differenza di opinioni e nel rispetto reciproco. La scuola è la base e la custode di tutto questo e continuerà a esserlo, senza cedere mai a nessuna forma di intimidazione. Perché la scuola siamo tutti noi…insieme.”














