Regione Emilia-Romagna e Saint‑Gobain Italia, in una nota congiunta, confermano il proprio impegno per garantire un futuro sostenibile allo stabilimento di Casola Valsenio, risorsa produttiva essenziale per il territorio e l’intera filiera del gesso. In questo contesto, l’azienda ribadisce il proprio sostegno alla candidatura del sito “Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale” a patrimonio UNESCO.

“Al lavoro per una soluzione condivisa che assicura l’operatività dello stabilimento”

Coerentemente con queste dichiarazioni, Saint‑Gobain ha scelto di ritirare il ricorso al Tar contro il riconoscimento Unesco, un gesto reso possibile grazie al dialogo avviato con Regione Emilia‑Romagna, Provincia di Ravenna e i Comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme, che hanno espresso con chiarezza il proprio impegno a sostenere la continuità produttiva del sito romagnolo, riconoscendone il valore strategico per la tutela delle aree montane e per la valorizzazione del territorio.

“Il confronto istituzionale in corso – si legge in una nota – mira a individuare una soluzione condivisa che assicuri la piena operatività dello stabilimento, per garantire approvvigionamenti sicuri e per mantenere competitiva la filiera del gesso nazionale. Saint‑Gobain e le Pubbliche Amministrazioni confermano la volontà di operare all’interno di un quadro trasparente e partecipato, contribuendo con le proprie competenze tecniche a un percorso che unisca esigenze industriali, salvaguardia ambientale e valorizzazione culturale del territorio”.

Legambiente Faenza: “Riconoscimento Unesco valido se non si scava oltre il perimetro di estrazione. Necessario, per salvaguardare i posti di lavoro, avviare una riconversione dello stabilimento di produzione del cartongesso”

Il circolo Legambiente Faenza si chiede se si sia trattata di una “conversione sulla via di Damasco”, per l’azienda, o ci sia un accordo, per ottenere qualcosa in cambio del ritiro del ricorso.
“Confidiamo – dichiarano da Legambiente Faenza- che non sia quest’ultima la ragione della marcia indietro.
Proprio per questo, come associazione locale e regionale, intendiamo interpellare tutti i soggetti in campo, ossia gli assessorati della Regione, gli Enti Locali, il Parco Regionale della Vena del Gesso, le Organizzazioni Sindacali, le Organizzazioni Ambientaliste e la stessa azienda, riproponendo un’ipotesi di lavoro che da tempo stiamo avanzando: è necessario che l’azienda si impegni a riconvertire progressivamente le attività del sito, organizzandosi per diminuire l’uso del gesso vergine, utilizzando più cartongesso di recupero, diversificando le produzioni, avviando la sperimentazione anche con altri materiali per prodotti per il settore dell’edilizia sostenibile.”