“Sono suonate le sirene a Gerusalemme. È aumentata la tensione e la paura in tutta la Terra Santa. Come il 7 ottobre 2023, come oggi era sabato, stiamo vivendo il terrore di una violenza che non non ha mai abbandonato questa terra. Come quel tragico giorno, l’annuncio di un attacco attraverso il suono delle sirene, è arrivato mentre i bambini cantavano l’inno della scuola prima di entrare in classe”.
L’attacco e le sirene
Racconta così al Sir, padre Ibrahim Faltas, responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, l’attacco congiunto, alle 7,15 di oggi, di Usa e Israele all’Iran. Sirene d’allarme hanno risuonato in varie città israeliane e le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Il ministro della Difesa israeliano Katz ha avvertito che “si prevede una possibile ritorsione con missili e droni da parte dell’Iran”. All’udire delle sirene, dice il francescano, “ho visto il terrore negli occhi dei bambini” e ho sentito la loro voce tremare. Fa male non poterli rassicurare ed è sempre più difficile dire loro di stare tranquilli e di non avere paura”. Da qui la decisione di rimandare tutti gli alunni a casa.
Difficoltà in Terra Santa
“A Casanova, dove ospitiamo i pellegrini, c’è un gruppo dalla Romania – continua padre Faltas, responsabile anche della Casa -. Dovevano partire questa mattina ma adesso è tutto bloccato. Da giorni – aggiunge il frate – si sentiva parlare di possibili attacchi che avrebbero potuto colpire anche Gerusalemme e questo clima è veramente difficile da sopportare per tutti, soprattutto per i bambini”.
La preoccupazione attanaglia soprattutto i più giovani: “A scuola ieri molti di loro mi chiedevano continuamente dei loro genitori. I ragazzi più grandi hanno occhi spenti e parlano delle conseguenze di questa situazione sulle loro vite. Era già complicato poter attraversare il muro che divide Israele dalla Cisgiordania anche per chi ha permessi, e già nei giorni scorsi era rischioso andare a Betlemme e a Gerico perché spesso chiudono queste città e non è possibile tornare a Gerusalemme”.
Vivere continuamente nella paura
Per padre Faltas “i segnali di un nuovo inizio di violenza erano già arrivati ieri quando il personale delle ambasciate era stato invitato a lasciare Israele. Bisogna fermare questo ulteriore, mortale e continuo ricorso alle armi. L’umanità ha necessità di tornare ad una vita vera e possibile. È assurdo – conclude – vivere sempre nel pericolo e nell’insicurezza per tutti, israeliani e palestinesi, è assurdo che il mondo intero viva continuamente nella paura delle guerre”.
Agensir














