Un’attività ispettiva coordinata ha permesso di individuare sei lavoratori completamente privi di contratto e senza le tutele previste dalla legge, evidenziando ancora una volta l’importanza dei controlli per la tutela della dignità del lavoro e della legalità economica.
L’attività ispettiva sul territorio faentino
L’operazione è stata condotta dal personale dell’Ispettorato del Lavoro di Ravenna e dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Faenza, nell’ambito di un controllo mirato nei confronti di un’impresa esercente attività di multiservizi e operante nel territorio faentino.
Il controllo, avviato a seguito dell’analisi delle informazioni acquisite dal controllo economico del territorio, era finalizzato alla verifica del corretto adempimento degli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale.
Le verifiche hanno interessato diversi cantieri nei quali risultavano impiegati lavoratori dell’azienda, sia nel faentino sia in ambito regionale.
Sei lavoratori completamente “in nero”
Dalle operazioni investigative è emerso che sei lavoratori, tutti di nazionalità non comunitaria e impiegati prevalentemente come facchini e installatori, erano privi di qualsiasi contratto di lavoro.
Si trattava, dunque, di lavoratori completamente “in nero”, nonostante fossero esposti ad attività che comportavano anche rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
È stato inoltre accertato che gli stessi non avevano percepito alcuna forma di retribuzione per le giornate di lavoro svolte.
Gravi carenze in materia di salute e sicurezza
Gli ulteriori approfondimenti hanno fatto emergere una situazione di diffusa inosservanza delle norme sulla sicurezza. L’azienda non aveva provveduto alla nomina del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, figura obbligatoria per garantire un ambiente di lavoro sicuro, né aveva predisposto il Documento di Valutazione dei Rischi, indispensabile per identificare e valutare i pericoli presenti in azienda.
I lavoratori irregolari risultavano inoltre privi della formazione obbligatoria prevista per le mansioni svolte e non erano stati sottoposti alle necessarie visite mediche, fondamentali per la prevenzione dei rischi per la salute legati all’attività lavorativa.
Sanzioni e contrasto all’economia sommersa
Al termine degli accertamenti sono state comminate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 40 mila euro.
L’attività, svolta in cooperazione operativa tra Guardia di Finanza e Ispettorato del Lavoro, rientra in un più ampio piano di contrasto all’economia sommersa e allo sfruttamento del lavoro.
Un impegno che mira a tutelare i diritti dei lavoratori e a garantire una competizione leale e sana tra le imprese che operano nel rispetto della legalità, a beneficio dell’intero sistema economico nazionale.














