«C’è una grande collaborazione che da sempre ci lega all’ente pubblico e ai Comuni. E questo è un valore reale e concreto». Saula Donatini rappresenta una realtà importante del territorio ravennate, la Fism, Federazione italiana scuole materne che in provincia è presente in 45 scuole dell’infanzia e 37 nidi in 16 dei 17 comuni, della provincia, tutti tranne Conselice. E a Bagnara e Sant’Agata sul Santerno la Fism è l’unica realtà educativa presente. Una collaborazione basata su convenzioni che vengono rinnovate con periodicità.
Intervista a Saula Donatini, presidente Fism
Qual è il valore aggiunto che potete offrire alla realtà educativa della provincia?
Le nostre scuole hanno una proposta educativa di grande valore, fondata su una solida tradizione pedagogica. Le prime scuole dell’infanzia sono nate proprio come paritarie. In seguito alcuni Comuni hanno aperto scuole proprie e sono nate le statali, ma nella nostra provincia la presenza delle paritarie resta molto forte, se non prevalente. Molte sono gestite da parrocchie, alcune da fondazioni, poche da cooperative, e quasi tutte hanno storie molto lunghe alle spalle: molte stanno per raggiungere i cento anni di presenza sul territorio.
I programmi educativi sono concordati con i Comuni e con il Ministero?
Certamente. Seguiamo le indicazioni del Ministero, dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale. I nostri coordinatori pedagogici collaborano con i Comuni, partecipano ai progetti e li condividono. Le convenzioni prevedono anche momenti di verifica: a fine anno ci si incontra, si valuta il lavoro svolto. C’è un grande scambio e una collaborazione costante.
Perché un genitore dovrebbe scegliere una vostra scuola?
Prima di tutto perché la preferisce. Le nostre scuole hanno un costo. Poi, perché la scuola è vicina, inserita nel territorio, conosciuta. Magari la famiglia l’ha frequentata per una festa, un momento di aggregazione, o perché anche il genitore stesso da piccolo è stato lì. Sono scuole molto radicate. Offrono servizi preziosi come il pre e post scuola, un grande sostegno alle famiglie. Da non trascurare, l’offerta di un progetto educativo che, al di là delle mode, mette al centro la persona, il bambino. I progetti integrativi (musica, motoria, laboratori) sono importanti, ma prima di tutto viene il bambino, la sua crescita, la sua valorizzazione. Credo che sia questo il motivo principale.
Lei ha parlato di costi: le convenzioni permettono di abbatterli?
Nelle nostre scuole si paga il pranzo e una retta, mentre altrove spesso si paga solo il pasto. Le convenzioni sono un grande aiuto, ma non azzerano le rette. Nel caso dei nidi 0-3 anni esistono contributi statali e regionali importanti, che arrivano alle famiglie. Per la scuola dell’infanzia, invece, il sostegno è legato alle convenzioni con i Comuni. Senza queste, molte scuole andrebbero in difficoltà.
Le rette, anche minime, ci aiutano ad assumere tutto il personale, nel rispetto dei contratti, delle scadenze e dei rinnovi. La convenzione, oltre a essere un atto di collaborazione e di comunione con l’ente pubblico, è anche un sostegno economico fondamentale.
Questo è il periodo delle pre iscrizioni per il prossimo anno scolastico, o sbaglio?
Abbiamo aperto subito dopo le vacanze natalizie. Molte scuole indicano come termine la fine di febbraio, per organizzare al meglio le sezioni per settembre. Ma nei casi in cui ci siano ancora posti liberi, le iscrizioni restano aperte fino al riempimento dell’ultimo posto disponibile. In questi giorni, molte scuole organizzano gli open day: invitiamo le famiglie a visitare la scuola, a conoscere i progetti educativi, a fare domande.
Ultima domanda: anche voi sentite il peso del calo delle nascite?
Da quello che risulta, il numero delle domande è in linea con l’anno scorso. Non abbiamo notizia di scuole in difficoltà, anche se sentiamo il peso della diminuzione delle nascite. Abbiamo dovuto chiudere una scuola a causa dell’alluvione, ma anche della denatalità. Pensare che ha compiuto 90 anni proprio nel 2025. Parlo della scuola di Casola Valsenio, in collina. Detto questo, ad oggi non abbiamo segnali di ulteriori scuole prossime alla chiusura per mancanza di iscritti.
Filomena Armentano














