La provincia di Forlì-Cesena conquista il 13° posto nella classifica nazionale sulla Qualità della vita 2025 stilata da ItaliaOggi. Un risultato che conferma la solidità del territorio romagnolo, ma che al tempo stesso evidenzia criticità strutturali, a partire dall’emergenza abitativa e dalla carenza di lavoratori, tema che riguarda anche Modigliana e le aree collinari della diocesi di Faenza-Modigliana.

Un territorio solido e integrato

La provincia di Forlì-Cesena si colloca al 13° posto nella graduatoria nazionale di ItaliaOggi, confermando un buon posizionamento nel panorama italiano. A commentare il dato è il presidente della Provincia e sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, intervenuto al convegno dedicato al 27° Rapporto sulla Qualità della vita.

«L’andamento della provincia di Forlì-Cesena – commenta – è perfettamente in linea con quello dei territori vicini di Rimini e Ravenna, anch’essi collocati in aree di classifica simili. Non potrebbe essere altrimenti perché le nostre realtà fanno parte dello stesso tessuto sociale ed economico, che ha compiuto scelte strategiche comuni e lavora in modalità integrate».

Città medie tra Appennino, pianura e costa, con otto vallate e una forte vocazione produttiva, manifatturiera e turistica: è questo il quadro che emerge, sostenuto da un sistema sanitario unificato di alto livello. «Abbiamo scelto di avere un’unica azienda sanitaria, un’Ausl che serve un milione di abitanti in tutta la Romagna, garantendo risposte di eccellenza in tutti i presidi ospedalieri», sottolinea Lattuca.

L’emergenza casa e la richiesta di un piano nazionale

Accanto agli elementi positivi, emerge con forza la questione abitativa. «Serve un piano nazionale per la casa. Non si possono fare politiche efficaci senza un quadro nazionale chiaro. È un’urgenza».

Il problema, secondo Lattuca, incide direttamente sulla qualità della vita. «Moltissime persone che vivono in questi territori o che scelgono le nostre città per studiare o lavorare non trovano né la possibilità di comprare un’abitazione né soluzioni adeguate in affitto. Non capisco la ragione per cui a livello nazionale si finanzino con bonus dedicati ristrutturazioni di quarte e quinte case, ma non la costruzione delle prime abitazioni. È un’anomalia che crea diseguaglianze».

Da qui la richiesta di un piano casa finanziato e sostenibile, capace di promuovere social housing e offrire risposte concrete. «Senza interventi nazionali, queste classifiche non potranno che peggiorare».

Occupazione in crescita, ma mancano i lavoratori

Sul fronte economico, il presidente della Provincia evidenzia segnali incoraggianti: meno cessazioni di imprese e disoccupazione sotto il 4% secondo i dati Inps. «Più imprese significa più occupazione, e più occupazione significa migliore qualità della vita. Le imprese vive rendono il territorio attrattivo».

Tuttavia, la fotografia del mercato del lavoro restituisce un paradosso: il lavoro c’è, ma mancano i lavoratori. Le imprese di Forlì e Cesena prevedono quasi 49mila nuovi contratti nei prossimi dodici mesi, ma per un posto su due la ricerca rischia di risultare difficoltosa.

I dati della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, elaborati dal sistema Excelsior, indicano un tasso medio di difficoltà di reperimento del 49%, con picchi nel settore moda, nelle costruzioni e nella metallurgia. In regione sono attese oltre 494mila entrate, pari all’8,5% del fabbisogno nazionale, con difficoltà di reperimento attorno al 50%.

In provincia di Forlì-Cesena sono previste oltre 48mila entrate annue, pari al 9,9% del totale regionale. Le criticità maggiori si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento e calzature (73%), nelle costruzioni (68%) e nel comparto metallurgico (63%). Anche sanità e assistenza sociale evidenziano difficoltà elevate.

In molti casi non si tratta più soltanto di formazione inadeguata: mancano proprio i candidati, dagli autisti ai camerieri, fino ai profili altamente specializzati. Progettisti e amministratori di sistemi registrano difficoltà di reperimento del 92%, farmacisti del 91%, idraulici dell’83%.

Modigliana tra opportunità e carenza di personale

Anche Modigliana, comune collinare recentemente classificato come montano, rientra pienamente in questo scenario. Parte dello stesso tessuto economico e produttivo della provincia, il territorio esprime capacità nella manifattura, nell’agricoltura e nella produzione vinicola di eccellenza, oltre che nel turismo.

Il lavoro non manca, ma si fatica a trovare giovani, talenti e persone con competenze tecniche specializzate, dall’elettronica alla meccanica, fino agli operatori socio-assistenziali e al personale sanitario. Una dinamica che rischia di frenare lo sviluppo delle aree interne, già segnate da spopolamento e fragilità demografica.

Formazione e giovani, la sfida decisiva

Secondo la Camera di commercio, è indispensabile programmare percorsi formativi coerenti con i bisogni reali delle imprese, innalzare la produttività e attrarre giovani talenti. Oggi solo il 12% delle imprese ospita tirocinanti, ma nel 23% dei casi l’esperienza si traduce in un’assunzione.

La formazione si concentra su digitalizzazione e transizione green, ma quasi la metà delle imprese non svolge attività in questi ambiti. Un segnale che richiama alla necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università, imprese e territorio.