Anche il Comune di Modigliana si è unito alle celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito dalla legge 92 del 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra. Accanto alle iniziative promosse dall’Amministrazione, non sono mancate le critiche da parte del gruppo consiliare di minoranza “In Comune per la Comunità”.

Il significato del Giorno del Ricordo

La legge 92/2004 stabilisce che il 10 febbraio sia riconosciuto quale «Giorno del Ricordo» “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Fare memoria della tragedia delle vittime delle foibe significa ricordare l’esodo e le persecuzioni di istriani, fiumani e dalmati dopo la Seconda Guerra Mondiale, una vicenda per molti anni ignorata o negata.

In occasione del 10 febbraio, il sindaco Jader Dardi ha scritto sulla propria pagina Facebook: «Oggi 10 febbraio, Giorno del Ricordo, facciamo memoria di tutte le persone che hanno perso la vita e ricordiamo il dramma di chi è stato costretto ad abbandonare le proprie terre e case. Una vicenda che va ricordata tutta, senza rimozioni né strumentalizzazioni. Oggi quei luoghi sono simbolo di fratellanza tra Italia, Croazia e Slovenia, unite da una comune identità europea. Ricordiamo per difendere Pace, Libertà e Democrazia. Perché pagine così buie non si ripetano MAI più».

L’invito alla lettura in biblioteca

Anche quest’anno la Biblioteca comunale “Don Giovanni Verità” ha proposto un invito alla lettura con una selezione di titoli dedicati all’argomento, disponibili anche sulla piattaforma digitale MLOL.

I titoli proposti sono:

“Dossier foibe” di Giacomo Scotti

“E allora le foibe?” di Eric Gobetti

“La bambina con la valigia. Il mio viaggio tra i ricordi di esule al tempo delle foibe” di Egea Haffner

“Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana” di Dino Messina

“Nata in Istria” di Anna Maria Mori

“Magazzino 18. Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia” di Simone Cristicchi

“Foibe. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria” di Gianni Oliva

“Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana” di Emanuele Merlino, con disegni di Beniamino Delvecchio

“Dove andare, dove tornare” di Giusy Criscione e Patrizia C. Hansen

“Istria grigia” di Carlo Schreiner

“La ragazza di Petrovìa e La miglior vita” di Fulvio Tomizza

“La bella borghesia” di Liliana Martissa Mengoli

“La memoria dell’esilio: esodo e identità al confine dei Balcani” di Pamela Ballinger

“Il dolore e l’esilio: l’Istria e le memorie divise d’Europa” di Guido Crainz

“Vento di terra: Istria e Fiume. Viaggio tra i Balcani e il Mediterraneo” di Paolo Rumiz

La biblioteca ha inoltre allestito una vetrina tematica che resterà in evidenza per tutto il mese di febbraio.

Le critiche dell’opposizione

Sull’organizzazione della ricorrenza è intervenuto il gruppo consiliare di minoranza “In Comune per la Comunità”, con
Continelli Alba Maria e Mazzoni Silvia che hanno espresso perplessità sulla modalità con cui il Comune ha celebrato la solennità civile.

Secondo il gruppo, il Giorno del Ricordo sarebbe stato celebrato “con minore impegno e passione”, rilevando l’assenza di bandiere a mezz’asta negli edifici comunali e scolastici, la mancata illuminazione con i colori della bandiera italiana, l’assenza di iniziative con le scuole e di un’ampia diffusione pubblica dei contenuti della ricorrenza, oltre a un comunicato ritenuto troppo sintetico.


“La scarsissima attenzione – dichiarano Continelli e Mazzoni – data a questa importante solennità civile non ci stupisce, come non ci ha stupito che la lista civica “Viviamo Modigliana” (che governa il nostro paese) abbia recentemente convocato un’assemblea pubblica per sostenere le ragioni del “no” al prossimo referendum. Questa lista nonostante la sua natura civica, cioè non espressione diretta di un partito, è estremamente politicizzata.

Il gruppo prosegue conclude sottolineando che se si intende gestire il Comune, come fosse un partito, sarebbe almeno onesto dichiararlo. a loro giudizio, la gestione del Comune dovrebbe essere orientata esclusivamente al bene dei cittadini, senza connotazioni politiche di parte.

“Ma ciò che è davvero inammissibile, concludono Mazzoni e Continelli, è il fatto che questi cittadini si trovano ad aver votato delle persone, convinti che il loro primo obiettivo fosse quello di portare avanti le necessità, le aspettative, i diritti della loro comunità, per poi accorgersi che la loro principale finalità è invece quella di far politica di parte ed umiliare le opposizioni, come se queste ultime fossero antagonisti politici. Questo è un comportamento molto scorretto sul piano etico ed è anche un vero tradimento nei confronti di chi, pur non condividendo un’ideologia politica, si è fidato dell’aggettivo “civica”.”