“Quante persone, forse è capitato anche noi, si sentono da buttare, sbagliate“. Lo ha esclamato il papa, durante l’Angelus di ieri in piazza San Pietro.
Papa Leone XIV all’Angelus di ieri
“È come se la loro luce sia stata nascosta“, ha spiegato: “Gesù, però, ci annuncia un Dio che mai ci getterà via, un Padre che custodisce il nostro nome, la nostra unicità. Ogni ferita, anche profonda, guarirà accogliendo la parola delle Beatitudini e rimettendoci a camminare sulla via del Vangelo”.
“Lasciamoci illuminare dalla comunione con Gesù”
“Sono gesti di apertura agli altri e di attenzione, quelli che riaccendono la gioia”, ha osservato Leone XIV: “Certo, nella loro semplicità ci pongono controcorrente. Gesù stesso fu tentato, nel deserto, da altre strade: far valere la sua identità, esibirla, avere il mondo ai propri piedi. Respinse, però, le vie in cui si sarebbe perso il suo vero sapore, quello che ritroviamo ogni domenica nel Pane spezzato: la vita donata, l’amore che non fa rumore”.
“Lasciamoci alimentare e lasciamoci illuminare dalla comunione con Gesù. Senza alcuna esibizione saremo allora come una città sul monte, non solo visibile, ma anche invitante e accogliente“, l’invito finale: “La città di Dio in cui tutti, in fondo, desiderano abitare e trovare pace“.
“Le strategie di potenza economica e militare non danno futuro all’umanità”
“Continuiamo a pregare per la pace. Le strategie di potenza economica e militare – ce lo insegna la storia – non danno futuro all’umanità. Il futuro sta nel rispetto e nella fratellanza tra i popoli”. Al termine dell’Angelus di ieri, nella Giornata mondiale della tratta, il Papa ha ringraziato “le religiose e tutti coloro che si impegnano per contrastare ed eliminare le attuali forme di schiavitù”. “Con dolore e preoccupazione ho appreso dei recenti attacchi contro varie comunità in Nigeria, che hanno causato gravi perdite di vite umane”, ha detto inoltre Leone XIV, esprimendo la sua vicinanza “a tutte le vittime della violenza e del terrorismo” e auspicando che le autorità competenti “continuino ad adoperarsi con determinazione per garantire la sicurezza e la tutela della vita di ogni cittadino”.
“Assicuro la mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna – in particolare di Grazalema in Andalusia – e dell’Italia meridionale – specialmente di Niscemi in Sicilia –, colpite da inondazioni e frane”, ha concluso il Pontefice: “Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali”.
M. Michela Nicolais – Sir














