Per la Biblioteca Manfrediana di Faenza il 2025 è stato un anno intenso, segnato da una forte vitalità quotidiana e, allo stesso tempo, dal peso ancora concreto delle conseguenze dell’alluvione del 2023. È quanto emerge dal confronto con la direttrice Daniela Simonini e con Benedetta Diamanti, dirigente Area Cultura dell’Unione della Romagna Faentina. I numeri restituiscono l’immagine di una biblioteca tutt’altro che marginale. Nel corso del 2025 i prestiti esterni hanno raggiunto quota 64.058, in crescita rispetto ai circa 54mila del 2024, ma non ancora ai livelli pre-Covid (erano oltre 78mila nel 2019). Gli iscritti complessivi al prestito sono 51.665, mentre le presenze nelle sale studio si attestano intorno alle 50mila nell’arco dell’anno, rispetto alle 41mila del 2019 (pre-Covid). «Dati che confermano la Manfrediana come un punto di riferimento stabile soprattutto per i giovani: studenti che non solo preparano tesi ed esami, ma vivono la biblioteca e la frequentano quotidianamente» spiega Simonini. Anche per questo sono in prospettiva, nei prossimi anni, interventi per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro, fra recupero post-alluvione e nuove progettualità.
Le parole della direttrice Daniela Simonini e della dirigente Benedetta Diamanti
«Uno degli elementi che caratterizzano di più la Manfrediana è proprio la sua “facilità d’uso”. Non è percepita come uno spazio rigido o ingessato. Una biblioteca vissuta, non solo “consultata”, che ha costruito negli anni un rapporto molto stretto con le scuole e con il mondo studentesco, avendo l’aula studio una funzione estremamente aggregativa per tantissimi giovani», sottolinea la dirigente Diamanti. Parallelamente, in questi due anni è cresciuto in modo significativo il lavoro sui fondi storici, rari e d’archivio. Le richieste di consultazione online sono numerose e in costante aumento. Molto materiale che prima non era accessibile oggi lo è, grazie a un grande lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione. La biblioteca digitale, i percorsi online delle mostre e la messa a disposizione di documenti di pregio rappresentano uno dei fronti su cui la Manfrediana ha investito con maggiore decisione.
Un ruolo centrale lo gioca anche il prestito gratuito interunione e intersistemico (tra biblioteche appartenenti a sistemi bibliotecari diversi), che nel 2025 si è ampliato includendo le province di Rimini e Forlì-Cesena, con oltre 2mila volumi scambiati. In questo contesto la Manfrediana si è consolidata come hub di riferimento per tutta la Romagna Faentina: non solo nodo logistico per gli scambi, ma centro specialistico vero e proprio. «Le biblioteche più piccole restano presìdi di prossimità per lettura e consultazione, mentre a Faenza si concentrano competenze professionali, supporto biblioteconomico e amministrativo, documenti di pregio e attività di ricerca», puntualizza Simonini.
“I fondi ministeriali con l’aumento di un euro per i biglietti dei musei statali? Mai visti”

Resta però apertissima la ferita dell’alluvione del 2023, un evento che ha colpito duramente il patrimonio librario e la direttrice racconta che «circa 30mila volumi sono andati perduti, con anche una porzione dell’emeroteca. A oggi ne sono stati riacquistati, catalogati e rimessi a disposizione circa 17mila. Fondamentale, nella fase iniziale, è stata la solidarietà arrivata da altre realtà bibliotecarie». «A oggi la Manfrediana non ha beneficiato di alcun finanziamento derivante dall’iniziativa del Ministero della Cultura che prevedeva un aumento di 1 euro sul biglietto dei musei statali per sostenere il recupero del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia-Romagna», premette la dirigente Diamanti. L’iniziativa, istituita con il Decreto n. 61 del 1° giugno 2023 e conclusa il 15 dicembre dello stesso anno, era stata presentata dall’allora ministro Sangiuliano come uno strumento in grado di raccogliere fino a 40 milioni di euro, grazie a un afflusso eccezionale di visitatori nei musei italiani.
A oggi, tuttavia, sembra non esistere una lista pubblica e completa degli interventi finanziati con quelle risorse. È noto, però, che nell’ottobre 2024 il Ministero ha assegnato 12,7 milioni di euro alla Direzione generale Archivi per la riqualificazione dell’ex Caserma Monti – Convento di Santa Maria della Ripa, destinata a nuova sede dell’Archivio di Stato di Forlì, con fondi esplicitamente provenienti da questa iniziativa. Sul sito del Ministero e su quello della Direzione generale Archivi non risultano però ulteriori riferimenti. In questo quadro si inserisce anche la raccolta firme avviata nel 2025, che viene citata da Simonini e Diamanti, per chiedere alle istituzioni, a tutti i livelli, un intervento urgente e prioritario a sostegno della Biblioteca Manfrediana. Le firme raccolte sono state circa 2mila, sostenute da esercenti del centro storico, docenti, genitori e studenti.
I lavori: recupero del piano terra

«Sul fronte dei lavori di riqualificazione, la situazione resta complessa e condizionata dall’assenza, a distanza di quasi tre anni, di un provvedimento nazionale specifico per gli istituti culturali colpiti dall’alluvione, nonostante la Manfrediana abbia perso interamente il piano terra. Su questo, l’Amministrazione ha scelto di procedere per stralci funzionali con risorse proprie del Comune», spiega Diamanti. Il primo stralcio, già finanziato, riguarda il recupero del cortile interno e la realizzazione di un nuovo solaio, per un importo complessivo di 539mila euro. Si tratta di un intervento di raccordo, propedeutico al secondo stralcio. L’obiettivo è la realizzazione nel corso del 2026.
Il secondo stralcio, più rilevante, prevede il recupero completo dei locali al piano terra affacciati su via Manfredi, con un costo di 1,1 milioni di euro. «In questo caso il progetto è già pronto: è stato approvato in linea tecnica e ha ottenuto anche il via libera della Soprintendenza. Non appena saranno reperite le risorse necessarie, i lavori potranno partire immediatamente», puntualizza. Il progetto ridisegna in modo significativo gli spazi: l’ex Sala Ragazzi diventerebbe una nuova sala studio, accessibile dall’interno della biblioteca ma anche dall’esterno, con orari molto più ampi rispetto a quelli attuali. L’altra porzione del piano terra, sulla sinistra rispetto all’ingresso, resterebbe invece destinata al prestito aperto, migliorando una parte essenziale della funzione bibliotecaria.
I fondi Atuss: nuova sala Ragazzi e recupero del cortile

La riqualificazione della Manfrediana si compone anche del finanziamento Atuss (Agende Trasformative Urbane per lo Sviluppo Sostenibile) che con un percorso distinto rientra nella programmazione dei Fondi europei 2021–27 tramite la Regione, e assegna all’Urf 2 milioni e 550mila euro per l’ampliamento del polo culturale della Biblioteca di Faenza. Il progetto prevede più livelli di intervento. Anzitutto un’azione su entrambi i cortili: in quello minore (che resta a destra dopo l’entrata) è previsto il rifacimento completo dell’edificio che ospitava l’Archivio di Stato, con la realizzazione, al piano terra, di una nuova Sala Ragazzi e la riqualificazione del cortile come spazio verde e di relazione. I piani superiori dell’edificio saranno invece destinati a depositi.
Un secondo ambito riguarda il chiostro maggiore (lato Chiesa dei Servi), con interventi di messa in sicurezza e restauro, in particolare sulle due facciate oggi degradate. Il progetto prevede inoltre il recupero degli spazi che si affacciano sul chiostro (esclusa la Chiesa dei Servi), che dovrebbero diventare sale polivalenti, ampliando in modo significativo le possibilità di utilizzo culturale e pubblico della biblioteca. «Sul piano operativo, la progettazione è già stata affidata e l’obiettivo è arrivare alla sua conclusione entro il 2026. Poi si procederà all’affidamento dei lavori, con una possibile chiusura della procedura all’inizio del 2027», spiega Diamanti.
Il cronoprogramma Atuss fissa come termine ultimo per la realizzazione e la rendicontazione degli interventi il 30 giugno 2028. Dal punto di vista dell’esperienza degli utenti, per la direttrice Simonini «la rifunzionalizzazione dell’ala sud e dei cortili cambierà in modo sostanziale il volto della Manfrediana: più spazi dedicati ai bambini e alle famiglie, nuove sale per attività polivalenti e una biblioteca sempre più pensata come polo culturale aperto, di socialità e partecipazione».
Francesco Savorani














