Le denunce di infortunio sul lavoro in Romagna restano elevate secondo i dati Inail 2025. A preoccupare è soprattutto l’aumento degli infortuni in itinere e dei casi mortali, con picchi in alcune province. Cisl Romagna chiede interventi strutturali e una diffusione concreta della cultura della sicurezza, dentro e fuori dai luoghi di lavoro.
Dati Inail 2025 per la Romagna
Sicurezza sul lavoro tra Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini: il rischio infortuni rimane alto non solo in azienda perché a crescere sono anche negli infortuni in itinere (ovvero quelli avvenuti durante il normale percorso di andata e ritorno tra abitazione e luogo di lavoro, o tra due sedi lavorative).
I recenti dati Inail relativi alle denunce di infortunio sul lavoro nel 2025 nelle province romagnole di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini confermano che il rischio infortunistico resta significativo e richiede attenzione costante.
A Ravenna aumentano da 880 a 975 gli incidenti per raggiungere il luogo di lavoro
A Ravenna, le denunce totali passano da 7.120 a 7.052 (meno 0,96 per cento). Nel dettaglio, gli infortuni in agricoltura calano da 486 a 442 (meno 9,05 per cento), nell’industria e servizi crescono da 5.371 a 5.450 (più 1,47 per cento), mentre per i lavoratori per conto dello Stato si registra un calo da 1.263 a 1.160 (meno 8,16 per cento).
Gli infortuni in itinere aumentano da 880 a 975 (più 10,80 per cento) e i casi mortali salgono da 8 a 9 (più 12,50%).
Situazione simile a Rimini, più critica a Forlì-Cesena
Nella provincia di Rimini, le denunce complessive passano da 5.201 a 5.190 (meno 0,21 per cento). Nel dettaglio, si registrano 137 in agricoltura (più 9,60 per cento), 4.346 nell’industria e servizi (meno 2,18 per cento), 707 per conto dello Stato (più 11,69 per cento), 1.033 in itinere (più 24,91 per cento) e 1 caso mortale (meno 88,89 per cento).
Nel 2025, complessivamente, Forlì-Cesena registra 7.236 denunce, con un incremento del 6,07 per cento rispetto alle 6.822 del 2024. Di queste, 489 riguardano il settore agricolo (più 2,09 per cento), 5.606 l’industria e i servizi (più 4,59 per cento), 1.141 i lavoratori per conto dello Stato (più 16,07 per cento), 946 gli infortuni in itinere (più 3,39 per cento) e 17 i casi mortali (più 112,5 per cento).
Romagna in linea con il resto della regione
Il confronto con il dato regionale evidenzia come la Romagna si collochi in linea con l’andamento complessivo dell’Emilia-Romagna (+1,25 per cento), ma con segnali di maggiore criticità per quanto riguarda gli infortuni in itinere e i casi mortali, che in alcune province crescono più della media regionale.
Un elemento che rafforza la necessità di interventi di prevenzione mirati a livello territoriale. Gli spostamenti quotidiani, spesso considerati meno rischiosi, stanno assumendo un peso crescente, rendendo necessario un approccio alla sicurezza più ampio e capillare, che non si limiti ai soli ambienti aziendali.
Le parole di Marinelli, segretario Cisl Romagna: “Più prevenzione e informazione”
«I dati sulle denunce di infortunio nelle province romagnole confermano che il rischio sul lavoro resta significativo, nonostante alcune flessioni registrate negli ultimi anni – afferma il segretario generale CISL Romagna Francesco Marinelli -.
La persistenza di numeri così rilevanti mostra che non siamo di fronte a fenomeni temporanei, ma a un problema strutturale che richiede un impegno concreto e continuativo da parte di istituzioni, aziende e lavoratori. La tutela della salute e della vita non può essere subordinata alla produttività: serve diffondere una cultura della sicurezza, trasformando la prevenzione da adempimento burocratico in una pratica quotidiana reale e condivisa“.
“Nelle province romagnole, assieme alle altre organizzazioni sindacali, abbiamo fortemente voluto e sottoscritto protocolli territoriali con le istituzioni e le associazioni datoriali, volti a rafforzare le azioni di controllo e prevenzione.
I protocolli prevedono monitoraggio costante dei luoghi di lavoro, interventi formativi, linee guida per la gestione dei rischi nei cantieri, negli uffici e nelle aziende, e strumenti di segnalazione rapida di situazioni pericolose. I protocolli non possono restare sulla carta: devono essere vissuti quotidianamente per garantire la sicurezza di tutti“, aggiunge Marinelli.
I progetti nelle scuole
“Parallelamente, abbiamo avviato un progetto educativo nelle scuole in tutte le province, perché la sensibilità sulla sicurezza deve diventare parte integrante del percorso formativo dei giovani che rappresentano i futuri lavoratori e imprenditori.
Il progetto prevede lezioni teoriche e confronti con esperti del settore con l’obiettivo di far comprendere negli studenti l’importanza della prevenzione e della responsabilità collettiva. Il nostro impegno non si limita ai protocolli o alle lezioni in aula, ma punta a creare una rete permanente di formazione, informazione e controllo, capace di coinvolgere lavoratori, studenti, istituzioni e aziende.
Solo attraverso un approccio integrato e condiviso, che unisca responsabilità datoriale, strumenti concreti di tutela e cultura diffusa della sicurezza, sarà possibile ridurre realmente il rischio infortunistico e proteggere la vita di chi lavora e si sposta quotidianamente nelle nostre province”, conclude il segretario generale Cisl Romagna.














